Regione – C'è puzza di dimissioni

Sulla nomina dei Direttori Sanitari un atto unilaterale della Marini potrebbe portare alle dimissioni di Barberini. Pontieri al lavoro sullo snodo Orlandi
Umbria

Di Ciuenlai - A sentire chi sta vicino agli ambienti della Presidenza della Regione “lei non mollerà”. Parliamo delle nomine dei direttori sanitari delle Asl e delle Usl dell'Umbria.

E il “lei” si riferisce alla Governatrice Catiuscia Marini che sarebbe determinata ad esercitare il potere che la legge gli attribuisce : quello di indicare i nomi dei nuovi manager sanitari. Ma questo significherebbe l'estromissione dell'assessorato alla sanità da questa fondamentale decisione.

E allora si potrebbero aprire scenari impensabili fino a poco tempo fa. “Un assessore tagliato fuori dalle nomine – commentano al Broletto - è un assessore praticamente sfiduciato, tanto vale che si dimetta” . E la minaccia non sembra campata per aria e sarebbe un vero e proprio terremoto politico. L'uscita di Barberini dalla Giunta porterebbe i “popolari” ad assumere una specie di “appoggio esterno” all'esecutivo, con il rischio di imboscate in Consiglio. I numeri parlano chiaro, 4 consiglieri ( con la possibile aggiunta di Guasticchi) sono in grado di mandare sotto la maggioranza in ogni momento. L'obiezione a questo scenario è la solita . “nessuno vuole rischiare di andare a casa”. Ma la “guerriglia consiliare”, fatta su provvedimenti mirati, non determina la sfiducia e di conseguenza lo scioglimento.

Ed è per questo che i pontieri sono già al lavoro per evitare il rischio “guerriglia”. C'è già chi sta cercando di convincere la Governatrice “a mollarne uno”. Ma questo all'assessorato sembra non basti. Per chiudere ci vuole una soluzione, che, perlomeno nella forma, dia l'idea di una soluzione paritaria. “Molti si divertono coi nomi – dice un personaggio informato sui fatti - ma non è una questione di persone - Il problema è chi determinerà le nomine”.I nomi non conteranno niente, ma tutto passa attraverso l'attuale direttore dell'Asl di Perugia Orlandi. Accettare il suo spostamento all'Usl n.1 potrebbe essere il prologo all'accordo. Anche se i no restato molti e forti sia dentro l'assessorato che negli ambienti sanitari. Ma resta il “lei non mollerà” con tutti i rischi che si porta dietro.