Regione – Barberini si dimette dalla Giunta – La battaglia per il “rinnovamento” si sposta in Consiglio

Si aprono scenari da incubo per l'esecutivo. Pontieri al lavoro tra ipotesi di “Partito della Nazione” o di “accomodamento” tra i due Pd
Umbria

Di Ciuenlai - E' finita come avevamo annunciato 24 ore fa: “fumata bianca per le nomine, fumata nera per la Giunta”.

L'esecutivo regionale ha annunciato ieri sera la quartina dei Direttori Sanitari sgradita ai popolari del Pd e l'assessore Luca Barberini, in coerenza con quanto dichiarato nei giorni scorsi, ha presentato questa mattina la lettera di dimissioni dall'incarico. Si dimette, perché di fatto la nomina di Orlandi a Direttore Generale della Sanità, aveva un sapore di commissariamento. Chi l'ha fatta non ha valutato le conseguenze. Domanda : “Come fa un Assessore ad avere come suo principale collaboratore colui contro il quale ha sostenuto una durissima battaglia e che ha assunto a simbolo del mancato rinnovamento e cambiamento nei dirigenti e nelle politiche di settore?

Diciamo che le dimissioni quindi rappresentano, in qualche modo, oltre come detto un atto di coerenza, anche un atto di responsabilità per evitare il caos di continui conflitti e dispute nella materia che succhia il 90% delle risorse regionali. Naturalmente la cosa non resterà senza conseguenze. Le nomine fatte ieri dalla Governatrice, in assenza di Barberini, avevano il sapore di una sfida : “vediamo se avete il coraggio di andare fino in fondo”.

La sfida è stata raccolta e adesso la Giunta appare più debole e isolata. Dopo la vicenda che ha riportato in Consiglio Carla Casciari, il Pd ha perso i suoi alleati di sinistra e delle liste civiche apparentate e “incassato”, ora, l'appoggio esterno dei popolari. La loro battaglia per “il rinnovamento” cambierà solo sede e si sposterà in Consiglio, dove la Giunta, diventata di minoranza e senza numeri sicuri, rischia di andare sotto “prima, dopo e durante i pasti”.

Se, come si dice a Perugia, la Marini non “vuol campare di pizzichi”, deve trovare una soluzione. C'è già chi la esorta a far esordire il “Partito della Nazione” anche in Umbria ed imbarcare un pezzo di minoranza (Ricci?) nell'esecutivo. Ma i pontieri non si arrendono e sognano di poter trovare ancora una via di uscita. Difficile capire quale, ma la paura di una legislatura breve spingerà parecchi ad operare per far tornare tutti “ a più miti consigli”.