Crisi Regione – Siamo all'Orlandi furioso?

Sarebbe scontro con la Marini - Il “Superdirettore” non molla e continua a tenere sotto scacco la “Politica”
Umbria

Di Ciuenlai – La situazione della crisi della Regione si ingarbuglia e la soluzione si complica.

I “ribelli” di Bocci , dopo aver “mantenuto la promessa e “fatto approvare il bilancio dell'ente senza contraccolpi per la maggioranza, stanno aspettando il segnale concordato (la norma che permetteva la rotazione dei dirigenti?) “tra un viaggio in Malawi e una capatina a Bruxelles” della Governatrice. Invece niente.

Il problema sarebbe sempre quello : le resistenze del Direttore Generale del dipartimento sanità Walter Orlandi ,che sarebbe restio a fare quel passo indietro “finalmente chiestogli dal suo principale sponsor; la Presidente in persona”. In effetti l'ex capo della Azienda Ospedaliera di Perugia, secondo fonti “amiche”, va ripetendo che lui ha un contratto che va onorato e rispettato da tutti i contraenti. Anzi c'è di più. In caso di forzature avrebbe anche fatto capire di avere “gli strumenti necessari per evitarle” e rimanere al suo posto. Insomma la minaccia alla via giudiziaria sarebbe palese e non velata.

E su questa linea Orlandi non è solo, ma gode del sostegno e dell'appoggio di tutta la “casta” di quei tecnici politici che ormai, come dimostra questa vicenda, hanno un peso specifico altissimo nella gestione complessiva della cosa pubblica. “Se si voleva fare questa operazione – vanno ripetendo in coro – bisognava pensarci prima e trovare un'adeguata soluzione, come si è fatto per altri manager sanitari” (il riferimento a Panella diventato direttore generale della sanità laziale è puramente casuale).

Ci sarebbe stata dunque, a parere di diversi democratici di maggioranza e di minoranza, “una cattiva gestione della vicenda”. Sotto accusa è tornata la “forzatura della nomina dei direttori senza un accordo preventivo nel partito”. Forzatura che adesso impedirebbe una soluzione facile e veloce della crisi.

Quello che è ormai quasi certo è che il famigerato 27 aprile, a meno di improbabili colpi di scena, non dovrebbe portare quelle novità previste dall'accordo di Roma tra Bocci e la Marini, tra le quali il tanto annunciato e mai attuato, rientro di Barberini in Giunta.  E riemerge il tema della governabilità. Non starò a rifare l'elenco dei problemi che consiglierebbero a tutti di evitare un nuovo scontro all'arma bianca. Tanto più che a questi se ne sta aggiungendo un altro, particolarmente insidioso e proveniente da “fuoco amico”.

Da qui ad ottobre, il Governo e il Pd faranno partire, per vincere il Referendum sulla Controriforma Istituzionale, una campagna “antiregionalista” da far paura (Il titolo di tutti i giornali di ieri era “Renzi dichiara guerra alle Regioni”). Governare in questo clima e in queste condizioni consiglierebbe una ricerca spasmodica di unità. Perchè il primo scivolone potrebbe provocare quel disastro istituzionale che tutti, a parole, vogliono scongiurare. E gli umbri non se lo augurano.