Coronavirus, la Tesei conferma di aver inviato a ministri Boccia e Speranza la proposta di programma riaperture

Si suppone si possa avere qualche autorizzazione già dall’11 Maggio. Apprezzato e Imitabile in alre Regioni il Metodo Umbria
Umbria

La presidente Tesei ha inviato al Governo Conte il documento per le riaperture commerciale che ha visto il parere favorevole del Comitato Tecnico Scientifico dell'Università degli Studi di Perugia, che contiene, oltre che il cronoprogramma, anche le misure di sicurezza sanitarie che riguardano sia i lavoratori che gli avventori delle varie attività

La governatrice ha spiegato "Abbiamo inviato ai Ministri Boccia e Speranza, dopo averla illustrata durante l'incontro tra i Presidenti di Regione, la nostra proposta di programma di riaperture delle varie attività commerciali e produttive in Umbria tenendo conto dell'attuale situazione dei contagi nel nostro territorio congiuntamente alle esigenze del tessuto economico".

Abbiamo optato per la strada istituzionale del dialogo – conferma la Tesei - con il Governo, nella speranza che tale scelta venga apprezzata e che la nostra proposta possa essere accolta, pronti, ovviamente, a monitorare le conseguenze sanitarie che ne possono derivare ed eventualmente a procedere con modifiche e sospensioni del piano stesso".

Il documento redatto dalla Regione Umbria prende in considerazione la maggior parte delle attività economiche per le quali nell'ultimo DPCM non viene presentato alcun cronoprogramma.

La presidente ha inoltre sollecitato il Governo a prendere decisioni celeri su numerosi temi come: attività sportive ed economiche connesse, formazione, fornitura mascherine per i cittadini, centri estivi, mobilità privata e tutti i temi di sostegno economico alle attività di imprese e famiglie, con particolare riferimento al sostegno nell'affido dei minori per i genitori impegnati in attività lavorative.

Apprezzato e Imitabile in alre Regioni il Metodo Umbria .

Il programma sulla ripartenza (fase2) concordato ieri ha raccolto ben più di un favore da parte del Ministro Boccia ed ha attirato l'attenzione di  altri governatori, in particolre modo di  quelli che vanno avanti con  ordinanze definite illegittime ieri mattina dal premier Conte .E'  stato chiesto di presentare nei prossimi giorni qualcosa di simile al documento umbro. Il Documento che è stato recapitato anche al ministro della Salute, Roberto Speranza.

In un nostro articolo pubblicato ieri 30 Aprile, dal titolo Regione: definito il programma riaperture delle attività commerciali e produttive in Umbria ( ) abbiamo sritto:

Come già annunciato dal premier Conte e dallo stesso ministro Boccia mercoledì, le differenziazioni regionali per la ripresa di attività produttive ed economiche, al momento, sono previste solo dal 18 maggio in poi. E non a partire da lunedì come avrebbe voluto l’Umbria. E lo si potrà fare previa verifica dell’andamento della curva pandemica regionale in base ad alcuni criteri che il ministro Speranza sta facendo redigere. Poi sarà fondamentale il numero dei contagi nei prossimi dieci giorni. La settimana dal 4 all’11 maggio sarà dirimente per il prosieguo.

L’Umbria dunque non porta a casa una vittoria netta al primo tentativo ma è senza dubbio in pole position per riaprire alcune attività prima di molte altre parti d’Italia.

La speranza è che, visto l’apprezzamento del metodo, si possa avere qualche autorizzazione già dall’11 Maggio.

“Abbiamo optato per la strada istituzionale del dialogo con il Governo, nella speranza che tale scelta venga apprezzata e che la nostra proposta possa essere accolta, pronti, ovviamente, a monitorare le conseguenze sanitarie che ne possono derivare ed eventualmente a procedere con modifiche e sospensioni del piano stesso” ha detto la presidente Tesei nella nota diramata da Palazzo Donini. La stessa strada di dialogo, la governatrice l’ha adottata chiedendo al Governo di prendere decisioni omogenee per tutta una serie di altre misure più che mai urgenti con in testa il sostegno nell’affido dei minori per i genitori impegnati in attività lavorative.

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Fase 2, p.a.: tutela della salute nei luoghi di lavoro, siglato accordo fra Regione, Anci e Upi Umbria e sindacato pubblico impiego

Nella giornata di ieri è stato trovato un accordo in videoconferenza,con un protocollo d'intesa fra Regione Umbria, Anci Umbria, Upi Umbria e Sindacato umbro del pubblico impiego CGIL FP, CISL FPL e UIL FPL per la tutela della salute dei lavoratori e per una migliore organizzazione del lavoro da remoto, in vista del rientro nei luoghi di lavoro, con l'attivazione della Fase 2.

   Un accordo decisivo e importante, che definisce le misure di sicurezza che dovranno essere adottate negli uffici pubblici di Regione, enti regionali, Province e Comuni, al fine di contrastare la diffusione del virus Covid-19, a tutela non solo dei lavoratori, ma dell'intera comunità umbra. Le misure previste si applicheranno anche nei confronti degli utenti che si recheranno nelle sedi e agli sportelli di front office e per le relazioni con il pubblico. 

   "La firma del protocollo – commentano Regione, Anci Umbria, Upi e funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil – sancisce l'inizio di un nuovo percorso, di un nuovo modo di rapportarsi fra istituzioni ed enti. Il documento rappresenta un modello di lavoro e di condivisione fra soggetti diversi, nell'interesse supremo della comunità e dei lavoratori. Con la fase 2 si è aperta, di fatto, la necessità di integrare ancor più le garanzie tradizionali del lavoratore con quelle della salute. Ciò significa anche tutelare i servizi e quindi l'intera comunità. L'atto di oggi - concludono le parti – è un segnale importante di attenzione e impegno a favore dei dipendenti e della società. Amministrazioni e sindacato puntano a una tutela diffusa e concreta dei servizi, del lavoro, dei cittadini, delle lavoratrici e dei lavoratori tutti".

   Nel dettaglio, l'intesa incentiva l'adozione di strumenti e soluzioni tecnologiche per l'accesso da remoto dei cittadini, anche con l'obiettivo di un miglioramento continuo del servizio pubblico in termini di innovazione, digitalizzazione, rispondenza alle necessità dei cittadini. 

  Intende inoltre garantire condizioni igienico-sanitarie ottimali all'interno degli uffici e delle aree aperte al pubblico, tramite la costante sanificazione dei locali, l'installazione di pannelli di protezione, il mantenimento del distanziamento sociale, la fornitura per gli addetti e per gli utenti degli opportuni dispositivi di sicurezza.