Medici dipendenti, veterinari e dirigenti sanitari hanno scioperato per 24 ore

Contro definanziamento SSN, perdita ruolo professionale e mancanza progetto servizio pubblico
Umbria, Perugia

L’Intersindacale medica umbra (AAROI-EMAC - ANAAO ASSOMED – CIMO - CISL MEDICI - FASSID – FESMED – FP CGIL MEDICI - FVM – UIL FPL MEDICI) coordinata dal dottor Giuseppe Giordano ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni per illustrare le ragioni dello sciopero di 24 ore che oggi Medici dipendenti e convenzionati, veterinari e dirigenti sanitari hanno tenuto.  (in parte) ha bloccato l’attività degli Ospredali.

Nella conferenza stampa è stato detto che “i medici dipendenti e convenzionati, i veterinari e i dirigenti sanitari del servizio sanitario nazionale hanno dichiarato sciopero di 24 ore perché vogliono che il finanziamento della sanità pubblica sia adeguato a garantire il diritto alla salute dei cittadini. Tra le ragioni della mobilitazione del 16 dicembre la richiesta di un piano di assunzioni dei medici per rispondere alle normative europee e all’uscita dal lavoro attivo di 13 mila professionisti nei prossimi due anni. E poi la richiesta dell’apertura del tavolo contrattuale con salvaguardie delle risorse accessorie messe a rischio dalla legge di stabilità.

I medici chiedono quindi una legge organica e non spezzettata sulla responsabilità professionale e di mettere fine a condizioni di lavoro sempre più pesanti e rischiose, recuperando il ruolo dei professionisti nei processi gestionali delle attività sanitarie.  Di tutto questo si è trattato nel corso della conferenza stampa perugina di questa mattina, 16 dicembre, dove i sindacati aderenti all’Intersindacale medica umbra hanno spiegato le ragioni di una mobilitazione che non si vedeva da tempo. “Sono in sintesi dieci i punti per progettare il futuro del servizio sanitario –hanno precisato i medici.

Prima di tutto diciamo no al sottofinanziamento che porta allo smantellamento del servizio sanitario e al razionamento dei servizi al cittadino, no alla professione governata per decreti e a protocolli di stato burocratici, no agli obblighi amministrati che tolgono tempo alla relazione di cura, no a una politica ostile che non si confronta con i bisogni delle cure”. I sindacati hanno quindi ribadito le priorità. “Una formazione –hanno sottolineato- che sia finanziata in base ai bisogni di cura e a una coerenza tra accesso allo studio, al lavoro e al ricambio generazionale; una informazione che offra anche occasioni di conoscenza dei bisogni di salute, verifica, tra pari, dei comportamenti professionali e alla meritocrazia. Il sistema sanitario che vogliamo – è stato concluso- è composta da medici con e per le persone”.