Tuoro, arrestato per spaccio cittadino albanese

Fermato dai Carabinieri per un controllo nascondeva cocaina all'interno dell'auto
Tuoro sul Trasimeno

I militari dell’aliquota radiomobile della Compagnia Carabinieri di Città della Pieve, nella giornata di ieri, nel corso di normale servizio perlustrativo per la prevenzione e repressione dei reati in genere, hanno tratto in arresto in flagranza di reato, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, un cittadino albanese di 22 anni, residente in provincia di Bergamo, presente sul territorio nazionale con regolare permesso di soggiorno, gravato da numerosi precedenti di polizia.

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile, sulla strada s.r. 75 bis del comune di Tuoro sul Trasimeno, hanno proceduto al controllo di una Fiat Punto di colore blu con a bordo il predetto cittadino straniero e questi, all’atto del controllo, assumeva un atteggiamento nervoso ed agitato tale da indurre gli operanti a procedere a più accurate verifiche estese anche all’interno del veicolo. Nel corso del controllo i militari, durante l’ispezione, rinvenivano, all’interno del rivestimento in plastica ubicato sotto il volante del veicolo, un calzino in lana con all’interno, ben occultati, quattro involucri di cellophane termosaldati contenenti sostanza solida di colore bianco, che si è rivelata poi essere stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di grammi 4 circa.

Venivano inoltre rinvenute, nelle disponibiità del ragazzo, una somma di denaro pari a 120 euro, presumibile provento dell’attività di spaccio, ed un telefono cellulare.

L’arrestato è stato quandi condotto presso gli uffici della Compagnia Carabinieri di Città della Pieve per le incombenze di rito, dopo di che è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della caserma, in attesa di rito direttissimo che è stato celebrato nella mattinata odierna, 12 febbraio 2020. L’arresto è stato convalidato da parte dell’Autorità Giudiziaria ed al soggetto, a seguito di patteggiamento, è stata inflitta una condanna di 8 mesi di reclusione, con pena sospesa, ed euro 800 di multa.

L’attività posta in essere rientra tra quelle per arginare il dilagante fenomeno dello spaccio e conseguente uso di sostanza stupefacenti nell’area lacustre.