I sindaci del Trasimeno chiedono più soldi alla Regione

Appello dell'Unione del Trasimeno a rinnovare il fondo "Iti" per il prossimo settennato
Trasimeno

Martedì a Palazzo Cesaroni, sede del consiglio regionale, l’Unione dei Comuni del Trasimeno, presieduta dal sindaco di Magione Giacomo Chiodini, ha fatto il punto sulle attività del 2019 e su ciò che andrà fatto nell’anno che è appena iniziato.
Con l’ultima programmazione l’area ha potuto usufruire dell’Iti – l’Intervento territoriale integrato – alimentato con 15 milioni di fondi europei, con i cantieri che partiranno nel 2020.
E dunque è stata l'occasione per chiedere di continuare su questa strada. Sul tavolo per i prossimi anni l'auspicio che i fondi arrivino a toccare quota 25-30 milioni. Altro capitolo fondamentale è stato quello che riguarda le manutenzioni. Dal 2019 l’Unione ha ottenuto le deleghe che riguardano darsene e demanio, ma servono risorse che attualmente sono limitate: «È necessario – ha detto Chiodini – un investimento importante che solo gli enti superiori possono garantire. Per assicurare la manutenzione ordinaria di pontili, darsene, sponde, moli e attracchi, sono necessari circa 2 milioni di euro all’anno. E su questo siamo ancora in attesa del trasferimento finale delle risorse del Ministero dell’ambiente per i dragaggi che è in attesa del parere della Corte dei conti».
Sul tavolo c’è anche il problema delle regole del parco naturale, quanto al tema centrale dell’approvvigionamento idrico, i sindaci hanno promesso che nei prossimi giorni faranno un sopralluogo.
Grande spazio è stato dedicato al tema del turismo, che punta a superare il milione di visitatori.