La chiusura del Viadotto Montoro costringe i tir ad “invadere” Narni e la valle ternana

Allo studio l’individuazione di percorsi differenziati
Terni

E così quello che si temeva si è avverato. Da quando è stato chiuso il viadotto Montoro del raccordo Terni-Orte, a fronte dello stato di grave pericolo del pilone danneggiato, il traffico pesante proveniente dalla E45 si è riversato come previsto sulla Conca Ternana rallentando la circolazione lungo l’asse Narni Scalo via Flaminia. Da stamattina vigili urbani ed altro personale della protezione civile è in servizio per smaltire gli ingorghi ai bivi più complicati.
In mattinata era prevista una prima riunione tecnica, con Anas e Società Autostrade, poi nel pomeriggio ancora un summit tra le istituzioni (Prefetto, Regione, Provincia lo stesso Comune di Narni).

La soluzione auspicata è quello di far uscire obbligatoriamente i mezzi pesanti ai caselli prima o dopo (a seconda della provenienza e dove si è diretti) quello di Orte dell'autostrada del Sole, quindi Fiano Romano, Magliano Sabina, Orvieto, fino a Valdichiana.


«Il governo prenda in carico immediatamente il problema della chiusura del viadotto sulla Terni-Orte tramite l'emanazione di un decreto nazionale “Montoro”, con la nomina di un Commissario con poteri straordinari in grado di avviare immediatamente il cantiere per la ricostruzione del viadotto, superando limiti e tempistiche legati alle gare pubbliche». È quanto dichiara il consigliere regionale Andrea Fora (Patto civico per l'Umbria).
«La chiusura del viadotto di Montoro e le immediate conseguenze che si sono create sulla viabilità e sul traffico locale umbro - spiega Fora - non possono rimanere un problema locale. La viabilità della E45 e i tratti coinvolti sono parte fondamentale della viabilità nazionale e del collegamento tra Nord e Sud Italia e la chiusura del ponte rischia di paralizzare tutto il Centro Italia, i flussi di merci e persone, compresi i tanti turisti che lentamente avremmo potuto attrarre nella nostra regione. L'emergenza va gestita con strumenti straordinari, sull'esempio della ricostruzione del ponte di Genova e delle catastrofi naturali come i terremoti, al fine di superare le farraginosità amministrazioni e burocratiche che in questo momento non ci possiamo permettere. Serve avviare immediatamente il percorso per la ricostruzione del viadotto, mentre da subito va definito un piano di viabilità alternativa, come proposto fin da ieri dal sindaco di Narni Francesco De Rebotti, per decongestionare il più possibile la viabilità, differenziare i percorsi e mettere in sicurezza i tratti al fine di evitare incidenti e danni».