Rinviato l’incontro tra sindacati e lavoratori di Sangemini e Amerino

Assessore Fioroni: «Tutelare gli operai»
Terni

L'Umbria è una regione ricca di sorgenti idrominerali dalle quali sgorgano acque di tipo oligo-minerale, medio-minerale e termale.
Le acque in questione si suddividono in acque curative destinate all'uso negli stabilimenti termali e acque per il consumo umano, che possono essere quelle destinate all'imbottigliamento o quelle di sorgente.
Da ricordare che il mercato delle Acque Minerali rappresenta un importante caposaldo dell'economia locale. Con i suoi circa 1.250 milioni di litri annui, l’Umbria produce mediamente il 10 per cento dell'acqua minerale imbottigliata in Italia.


Si è aggravata la crisi produttiva, di liquidità e di gestione delle aziende di acque minerali del gruppo Ami.
 “Gli stabilimenti di San Gemini e Acquasparta, come quelli dell’intero gruppo Acque minerali d’Italia (Ami), nato nel 2018, vivono una situazione delicata. Ad oggi sono aperte delle trattative che tutti auspichiamo possano concludersi nel più breve tempo possibile e in maniera positiva per la totalità dei lavoratori del gruppo”. Questo l’auspicio dei sindacati umbri di Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e delle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) dei lavoratori, in seguito all’incontro di martedì 28 gennaio, tra il coordinamento dei delegati degli stabilimenti di Sangemini e Amerino e i segretari generali Dario Bruschi (Fai-Cisl), Michele Greco (Flai-Cgil) e Daniele Marcaccioli (Uila-Uil).
Il coordinamento ha fatto una valutazione sull’andamento dei siti produttivi umbri, analizzando la situazione in cui sono chiamati a lavorare ogni giorno le lavoratrici e i lavoratori. “I lavoratori dello stabilimento, così come tutta la delegazione sindacale – aggiungono in una nota –, auspicano che dall’incontro alla presenza dell’ad Massimo Pessina possano giungere notizie concrete e confortanti per lo sviluppo degli stabilimenti e per la salvaguardia occupazionale. Inoltre, le strutture regionali delle organizzazioni sindacali invitano, vista la situazione, le segreterie nazionali di Fai, Flai e Uila a chiedere la convocazione del tavolo di coordinamento nazionale con la dirigenza del gruppo”.


La situazione dei siti produttivi umbri del gruppo Ami-Acque Minerali d'Italia è stata al centro dell'incontro che si è svolto negli uffici della Regione Umbria, a Palazzo Broletto, tra gli assessori regionali Michele Fioroni e Roberto Morroni e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e Rsu di stabilimento.
   È stato sottolineato come si tratti di marchi storici del settore acque minerali, che rappresentano anche una forte e radicata identità territoriale, cresciuta e sviluppatasi negli anni intorno allo sfruttamento di questa risorsa naturale. Le organizzazioni sindacali hanno dato conto di un incontro svolto tra le rappresentanze nazionali di categoria e la proprietà del gruppo Ami, da cui sarebbe emersa la necessità di ulteriori dieci giorni di tempo da parte dell'azienda per portare a conclusione il percorso già avviato in esito alle possibili operazioni societarie di alcuni asset del gruppo.
   La Regione Umbria si "è impegnata a monitorare costantemente l'evolversi della vicenda – riferiscono Fioroni e Morroni - anche attraverso possibili interlocuzioni con la proprietà". L'impegno condiviso fra le parti è quello "di operare a tutela dei siti industriali umbri, in un'ottica di salvaguardia occupazionale".