Vertenza Treofan: torna la paura per i lavoratori

Il liquidatore Ettore Del Borrello ha rassegnato le dimissioni
Terni

Il liquidatore della Treofan di Terni, Ettore Del Borrello, si è dimesso. Il liquidatore avrebbe preso questa decisione definitiva a causa di alcune presunte divergenze con la Treofan stessa per quanto riguarda la procedura di cessazione dell'attività del sito del polo chimico ternano, che si era conclusa tramite un

L'accordo sulla vertenza, che prevede 12 mesi di cassa integrazione per i 142 lavoratori, sette mensilità (nette) di buonuscita e 2 anni di indennità di disoccupazione (Naspi), era stato firmato e approvato da tutti i sindacati (Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Ugl chimici).

I sindacati ora sono in attesa della convocazione da parte del ministero del Lavoro (entro il 6 aprile) per la firma dell'intesa per l'approvazione della cassa integrazione straordinaria (per la durata di un anno) per tutti i lavoratori. La multinazionale indiana Jindal dovrà inoltre nominare un nuovo liquidatore. Nel caso in cui la richiesta delle sigle sindacali venga accolta, dovrà essere modificata la scadenza fissata al 12 marzo per la firma delle conciliazioni. In seguito, la commissione dovrà approvare entro un mese e mezzo la cassa integrazione (retroattiva a partire dal 19 febbraio).

Se, nella peggiore delle ipotesi, la richiesta della cassa integrazione di 12 mesi per i 142 lavoratori della Treofan non verrà approvata dal Ministero, starà alla multinazionale Jindal e al futuro liquidatore di farsi carico degli stipendi dal 19 febbraio in poi.

Proseguono, parallelamente, le indagini dirette dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla procura di Terni, in riferimento ai .

E' stato infatti accertato che la Treofan Italy Srl, attraverso il proprio management, avrebbe artificiosamente creato le condizioni atte a richiedere ed ottenere indebitamente il contributo della cassa integrazione CIG con la causale “emergenza da Covid 19” previsto a sostegno delle imprese colpite dagli effetti dell’epidemia. Gli approfondimenti hanno consentito di verificare come la compagine societaria abbia fatto ricorso al contributo, per il periodo intercorrente tra il 10 agosto ed il 10 ottobre 2020, attraverso una falsa rappresentazione della realtà aziendale la cui lamentata condizione di crisi economica sarebbe da ricondurre alla espressa volontà del Gruppo indiano di chiudere lo stabilimento ternano già a far data dalla sua acquisizione, avvenuta nel 2018.