Treofan Terni, il 15 luglio incontro con il Mise

Ulgiati (Ugl Chimici): “Chiederemo al ministro Patuanelli un intervento energico”
Terni

“È fondamentale il tempestivo intervento del Governo nella vertenza per lo stabilimento della Treofan di Terni alla luce degli ultimi sviluppi che vanno nella direzione opposta a quella auspicata da noi e dai lavoratori”. L’appello al Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli arriva dal Segretario Generale dell’UGL Chimici Luigi Ulgiati che, martedì scorso, si è recato assieme ad una delegazione sindacale, davanti ai cancelli dell’azienda per raccogliere le sensazioni e le testimonianze delle Rsu e dei lavoratori in sciopero ormai da quasi due settimane, incontrando anche il sindaco di Terni Leonardo Latini: “Le maestranze hanno espresso la nostra stessa preoccupazione per il futuro dello stabilimento umbro viste le ultime manovre del Gruppo Jindal che, di fatto, da inizio 2020 sta portando avanti il depotenziamento dello stabilimento e l’erosione delle commesse dirottate verso altre fabbriche della proprietà indiana.

Da parte nostra – sottolinea Ulgiati – non possiamo tollerare che le responsabilità della perdita dei clienti vengano attribuite ai lavoratori che hanno sempre agito con professionalità facendo crescere la qualità della produzione. La volontà espressa lo scorso 3 Luglio da Jindal di voler cedere lo stabilimento non ha fatto altro che venire a galla tutte le perplessità che avevamo espresso sul modo di agire del management della Trefoan”. Il prossimo 15 Luglio, alle ore 12.00, è stata convocata una call conference da parte del Ministero dello Sviluppo Economico: “In quella occasione – spiega il Segretario Generale dell’UGL Chimici – chiederò al Ministro Patuanelli di intervenire in maniera energica nei confronti della proprietà del sito ternano. Il territorio umbro, ma in generale il nostro Paese, non può permettersi di un perdere un altro pezzo d’industria così importante come quello di Terni, una delle eccellenze che produce ricchezza per la nostra economia. Stiamo rischiando che il processo di deindustrializzazione e delocalizzazione imbocchi la strada del non ritorno, per evitare ciò occorre l’intervento energico del nostro dicastero”.