Cordata lituana interessata alla Treofan

La richiesta dei sindacati è quella di una chiarezza per il futuro delle 140 famiglie
Terni

Una cordata di imprenditori lituani del settore chimico avrebbe manifestato interesse per la Treofan di Terni.
L'indiscrezione emerge dal presidio dei lavoratori della Treofan tenuto davanti al Comune a quattro mesi dalla scadenza della cassa integrazione, in attesa della possibile reindustrializzazione dopo la vendita da parte di Jindal.
Lunedì mattina i dipendenti dell’azienda in liquidazione del polo chimico hanno organizzato un sit-in sotto palazzo Spada in concomitanza ad un incontro tra i sindacati territoriali dei chimici, le Rsu di stabilimento e il sindaco Leonardo Latini. Presenti i segretari territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec, rispettivamente Marianna Formica, Fabrizio Framarini e Doriana Gramaccioni.

La richiesta è quella di una chiarezza per il futuro delle 140 famiglie (130, perchè 10 hanno firmato la conciliazione): fra due settimane, dovrebbe arrivare la convocazione del ministro dello sviluppo economico Giorgetti per la ricerca del nuovo investitore, che però come da accordi non potrà porsi in concorrenza con Jindal e quindi produrre pellicole in polipropilene. Lo stabilimento cioè dovrebbe subire una riconversione in chiave di chimica green proprio come suggerito dall’assessore allo Sviluppo economico della Regione Michele Fioroni.

Dall’advisor Arca Partners e dal liquidatore Fioroni fanno sapere che sarebbe arrivata una richiesta da un gruppo lituano del settore, che avrebbe già fatto un sopralluogo. In assenza di ulteriori dettagli, sindacati e rsu hanno sottolineato la necessità di un confronto tra lo stesso advisor, la Regione Umbria e le altre aziende del polo intorno ad una progettualità incentrata sulla chimica verde che possa intercettare i finanziamenti del Pnrr. 

In contemporanea si è tenuto un incontro tra i sindacati territoriali dei chimici, le rsu, il sindaco, Leonardo Latini, e l'assessore allo sviluppo economico, Stefano Fatale.   
Lunedì 4 è stato chiesto al sindaco anche l'organizzazione di un tavolo permanente tra istituzioni, sindacati, aziende sul rilancio del polo chimico.