Terni, poche le strade intitolate alle donne

E quelle che ci sono non le conosce nessuno
Terni

Ma chi saranno quelle donne i cui nomi sono stampati sulle targhe di tante vie al quartiere Matteotti? Sulle lastre di metallo bianco campeggia un nome, in alcune solo quello, neanche la data di nascita. La domanda sorge spontanea di chi si tratta? E pensare che sono tante e pure tutte insieme. E poi nessuna via è intitolata a Sante e neppure alla Madonna. Una questione che si pone Lucilla Piccioni del . Che riferisce appunto, è l’unico caso di toponomastica al femminile, l’unica così alta concentrazione in tutta la città. L’unico esempio, riuscito, del recupero dell’agire delle donne. Ma manca qualcosa. 

A pensarci bene è strano pure il quartiere in cui si trovano le targhe, la sua costruzione negli anni Settanta ha fatto discutere e litigare tanto. E ancora oggi si vedono per le vie del Matteotti studenti delle varie facoltà di architettura delle università italiane, venuti a vedere la realizzazione di quel progetto di Giancarlo De Carlo, fondato sulla partecipazione e il confronto con chi quelle case, che si andavano a costruire, le avrebbe abitate. Sulla spinta di quel manipolo di donne che nel 1976 obbligò il comune di Terni a firmare una delibera, datata 20 luglio, in cui stabiliva di voler cambiare i nomi delle vie del Matteotti, e di dedicarle a tante donne, le bambine e stavolta anche i bambini, della scuola elementare del quartiere hanno voluto intitolare il giardino che si trova davanti all’ingresso dell’edificio a Malala Yousafzai, la ragazza pakistana a cui i talebani hanno sparato in viso perché aveva disobbedito e, nonostante i divieti per le donne, aveva voluto continuare ad andare a scuola. La tradizione continua nel nome di Anna Lizi Custodi, una delle prime femministe ternane che si spese tantissimo proprio perché al quartiere Matteotti al posto di via Prima, via Seconda, via Terza fino ad arrivare a via Dodicesima si sostituissero via Sara Tabarrini, via Carlotta Clerici, via Clara Zetkin, via Maddalena Patrizi e via di seguito.

Tante vie dedicate a donne famose, sia ternane che straniere che si erano distinte in politica, arte, medicina, educazione dei più piccoli. Un esempio di grande sensibilità. Ma rimane sempre quel dubbio: chi sono quelle donne? Perché accanto a via Linda Malnati non si scrive attivista nazionale per il suffragio femminile italiano, perché, ad esempio, accanto a Carlotta Clerici non si legge educatrice femminista e a Clara Zetkin rivoluzionaria tedesca teorica dell’emancipazione femminile? Sarebbe davvero la ciliegina sulla torta.