Oncologia, mancano ancora 5 medici

Sono in corso le procedure per l’assunzione di nuovo personale anche in radioterapia e nelle altre strutture del dipartimento.
Terni

Il dipartimento oncologico dell’Azienda ospedaliera di Terni nell’ultimo anno ha raggiunto risultati molto buoni in termini di volume di attività e attrazione extraregionale e guarda con fiducia a questo 2020 grazie ad un programma di sviluppo che prevede incremento dell’organico, investimenti tecnologici e contestuale ottimizzazione di alcune attività innovative e strategiche in termini di qualità del percorso diagnostico-terapeutico, come il coordinamento dei gruppi oncologici multidisciplinari e un ulteriore potenziamento dell’attività di biologia molecolare, da parte dei laboratori di patologia molecolare, per favorire cure sempre più personalizzate di alcuni tumori.
In particolare il 2020 è iniziato con l’assunzione di 3 medici oncologi, di cui due prenderanno servizio nei prossimi giorni e sono in corso le procedure per l’assunzione di nuovo personale anche in radioterapia e nelle altre strutture del dipartimento.
Si sente l'esigenza di assumere cinque medici. Si tratta di professionisti indispensabili sia per ridurre il sovraccarico di lavoro cui è stato finora sottoposto il personale, sia per consentire una ridefinizione organizzativa di alcuni percorsi, al fine di ridurre i tempi di attesa per visite e somministrazione delle terapie. 
Il Dipartimento oncologico dell’Azienda ospedaliera di Terni, diretto da Ernesto Maranzano, comprende le strutture complesse di Radioterapia Oncologica (direttore Ernesto Maranzano) con annessa la Struttura Semplice di Fisica Sanitaria (responsabile Marco Italiani), Oncologia Medica (direttore Sergio Bracarda), Anatomia Patologia (direttore Stefano Ascani) e Oncoematologia (responsabile pro tempore Angelo Genua).
Nel programma di sviluppo del dipartimento rientrano anche l’ottimizzazione dell’attività dei gruppi oncologici multidisciplinari grazie ad una nuova figura, il data manager, che coordinerà le attività dei gruppi. Fondamentale sarà anche l’implementazione dell’attività di biologia molecolare da parte dei laboratori di patologia molecolare dell’Anatomia Patologica che, grazie all’acquisizione di tecnologie innovative (Real Time, Sequenziatore di nuova generazione, Pirosequenziatore, NGS, FISH), è in grado non soltanto di individuare il tipo di neoplasia ma anche di fornire, in base agli assetti genetici identificati, le valutazioni molecolari necessarie per una completa caratterizzazione della neoplasia e quindi per la programmazione della terapia personalizzata.