Terni: la triste storia della “Città del Cinema”

Purtroppo l’iniziativa non ha prodotto gli effetti sperati, ci sono state solo speranze deluse
Terni

Di Adriano Marinensi - Questa che qui di seguito si racconta è la storia di una iniziativa alla quale erano legate molte attese e a vario titolo. Va narrata con tristezza e rammarico perché, quando una impresa fallisce – anche se, nella fattispecie, si trattava della “fabbrica dei sogni” (la definizione, vedrete, non è mia) – costituisce comunque una sconfitta per la collettività.

Il titolo dello “spot” era: La magia del cinema nel cuore dell’Umbria. La Hollywood ternana veniva descritta così. “Gli studi cinematografici di Papigno sono stati creati dal Premio Oscar Roberto Benigni, che ha voluto trasformare un vecchio sito industriale in una vera e propria fabbrica dei sogni. Sorgono nella tranquillità della Valnerina, all’ombra delle Cascate delle Marmore”. Dunque, fabbrica dei sogni a parte, si trattava di un progetto serio, non fosse altro per aver prestato la scena al capolavoro “La Vita è bella” che, all’artista toscano ha fruttato il massimo premio del mondo in celluloide. Meno bella, quanto invece lunga e tormentata, la vita della nostra “città del cinema”.

La narrazione è fatta per sommi capi e schematizzata per necessaria brevità. Eccolo allora un primo capitolo tratto dall’archivio dei comunicati stampa del Comune di Terni. Porta la data del 5 agosto 2004 e vi si riferisce di un importante incontro tra il Sindaco (Paolo Raffaelli), il Presidente di Cinecittà Studios (Luigi Abete) e la Contitolare della Soc. Cinematografica Spitfire (Nicoletta Braschi) che ha in affitto il Centro di Papigno. Dice il documento che “Cinecittà Studios, in una lettera di intenti trasmessa al Comune, manifesta interessamento a collaborare con l’Amministrazione municipale anche in altre attività collaterali nei settori del turismo e della musealizzazione cinematografica”.

E’ del 9 febbraio del 2006, la nota dell’Ufficio del Portavoce del Sindaco. Eccola: “Cinecittà Umbria Studios ha consegnato al Comune di Terni il Piano industriale a medio termine 2006 – 2008 per il Polo di produzione Cinecittà Papigno. Il documento prevede la suddivisione in tre aree del complesso interessato agli Studios con un’area cinema comprendente teatri di posa, attrezzature e servizi, un’area backlot (sic!) destinata alle riprese e una terza per l’intrattenimento”. Aggiunge la nota: “Il Piano finanziario prevede anche la convergenza di risorse pubbliche e private e ipotizza, nel triennio, un fatturato di 190.000 euro nel 2006, di 270.000 nel 2007, di 400.000 nel 2008”. Il commento del Portavoce: “Esprimiamo per ora un giudizio positivo per le linee di radicamento territoriale (arisic!) e di consolidamento della presenza di Cinecittà contenute nel Piano”. Si facevano altresì auspici “per sviluppare un confronto capace di alimentare, in modo significativo, lo sviluppo e la valorizzazione del Polo cinematografico ternano”.

I passaggi successivi cominciano a manifestare pareri, via, via, meno positivi, sia sul “radicamento”, sia sul “consolidamento”; sino ad arrivare al 12 gennaio 2016 ed alla dichiarazione dell’Assessore competente, il quale, in risposta ad una Interpellanza, rivela, con angelica semplicità: “L’Amministrazione ha incaricato l’Avvocatura di aprire un contenzioso civile (con Cinecittà, n.d.a.) per riottenere il bene”. Spiegazione aggiuntiva nella medesima esternazione assessorile: “Questa situazione ha indubbiamente rallentato la strategia presentata nell’open day (sic! sic!) di un anno fa su Papigno”. Cioè – par di capire – il Comune di Terni ha dato lo sfratto all’inquilino moroso (di progetti e di azioni). L’idillio è appassito. Non solo, ma, per svegliarsi dai sogni preconizzati nello spot citato all’inizio, ecco la considerazione a marcia indietro: L’Amministrazione “non considera più efficace e sufficiente la destinazione degli immobili di Papigno all’industria cinematografica, ma prevede altre attività quali sport ambientale, imprese creative e cinema, archeologia industriale”. Ergo, la “fabbrica dei sogni”, in data 12 gennaio 2016, è dichiarata fallita.

Cosa sia accaduto d’altro (speriamo positivo) nella “triste storia”, durante gli ultimi 12 mesi, fatevelo dire dai “sognatori” che, una trentina di anni fa, quando per ventura sedetti nell’aula di Palazzo Spada, presentarono in Consiglio comunale il trittico Bibliomediateca – Città del cinema - Centro Multimediale (passato pur’esso a peggior vita), come efficace e strategico motore di sviluppo culturale, economico ed occupazionale del comprensorio ternano.

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