Ospedale da campo pronto al Santa Maria, ma mancano personale e apparecchiature

La struttura è stata montata,ma è già rebus sul suo utilizzo
Terni

L'ospedale da campo è pronto, ma mancano ancora apparecchiature e personale per metterlo in funzione. È già rebus sull'utilizzo della struttura montata dalla Croce rossa italiana davanti al pronto soccorso di Terni. Lo riferisce oggi che riporta anche che sono disponibili venti posti letto che andranno ad alleggerire la pressione della seconda ondata Covid-19 sull'ospedale di Terni, ma non è chiaro ancora in che modo. Attrezzare l'ospedale da campo della Croce rossa italiana (Cri) per aumentare il numero delle terapie intensive. Questa una delle ipotesi affrontate ieri nel corso di una riunione tecnica che si è tenuta al termine del sopralluogo fatto in occasione della fine dei lavori. Presenti il direttore regionale della sanità, Claudio Dario, il commissario regionale per l'emergenza Covid, Antonio Onnis, la delegata di Guido Bertolaso, Patrizia Arnosti, il sindaco di Terni, Leonardo Latini, l'assessore Enrico Melasecche e il presidente della Fondazione Carit Luigi Carlini.
«Sopralluogo - spiegano dal Santa Maria - per valutare, nell'ambito del piano di emergenza regionale, il migliore utilizzo possibile dei nuovi posti letto dedicati ai pazienti Covid-19». In sostanza, come verrà utilizzata la nuova struttura disponibile da ieri? Tra le possibilità analizzate, appunto, quella di attrezzare la struttura della Cri per potenziare il numero delle terapie intensive. Soluzione che per essere messa in atto deve prendere in considerazione almeno due questioni. La prima riguarda la presenza dell'ossigeno medicale, necessario per il funzionamento delle terapie intensive. Tecnicamente sarebbe possibile, basta creare un allaccio all'interno della tenda, è stato spiegato nel corso del vertice post sopralluogo. Un lavoro che potrebbe essere coperto con le risorse messe a disposizione dalla Fondazione Carit, il cui contributo risulterà fondamentale anche per l'acquisto delle apparecchiature. Altro nodo, il personale. In particolare infermieri specializzati e gli anestesisti, senza i quali una terapia intensiva non può funzionare. Nel corso della riunione tecnica, si è affrontato anche il tema dell'allestimento di un ulteriore reparto di terapia intensiva al terzo piano del santa Maria. Soluzione che rispetto alla fase emergenziale richiede troppo tempo, ma che resta comunque in piedi per potenziare in futuro l'offerta sanitaria dell'ospedale di Terni.
«Potrà essere operativa - ha spiegato all'Ansa il commissario del Santa Mara Pasquale Chiarelli riferendosi alla struttura della Cri - appena sarà chiaro come utilizzarla al meglio, quando avremo tutte le attrezzature, ma soprattutto quando avremo tutto il personale». Come ha sottolineato il commissario aziendale sul fronte degli organici «ci sono esigenze sia di tipo assistenziale che medico». «Dal primo punto di vista - ha aggiunto - la Regione si è mossa con l'azienda ospedaliera favorendo un avviso che nei prossimi giorni vedrà le assunzioni. Per la parte medica stiamo ragionando con Regione e professionisti per far sì che si possa rispondere adeguatamente alle esigenze di questa struttura».