Gruppo Novelli, salta l'accordo per la cessione

La famiglia non si è presentata all'incontro
Terni

E' saltato all'ultimo momento il passaggio del gruppo Novelli agli imprenditori calabresi Fattorie Greco e Phoenix di Cosenza, e dunque si fa sempre più inquietante l'ipotesi del fallimento. E' stata la famiglia Novelli, proprietaria del capitale azionario, a non presentarsi all’appuntamento con il notaio per la cessione delle quote.
Il ministero dello Sviluppo economico, le Regioni Umbria e Lazio, ed anche i sindacati hanno espresso grande preoccupazione per il futuro del gruppo che dà lavoro a 500 addetti (300 tra Spoleto, Terni e Amelia e altri 200 tra Lazio e Lombardia), ed hanno inviato una “ammonizione” alla famiglia Novelli affinché si concluda l’operazione di vendita dell’intero Gruppo «senza la quale - hanno scritto le segreteria nazionali di Cgil, Cisl e Uil - si rischia il fallimento imminente»..

«Ci siamo presi tempo perché sulla vendita del Gruppo registriamo la totale assenza di notizie relative all’acquirente e al suo piano industriale». Così in una nota congiunta i fondatori e soci storici Torquato, Ferdinando ed Enzo Novelli motivano la battuta d’arresto sulla procedura di cessione della realtà alimentare in favore di una holding familiare calabrese pronta ad accollarsi 120 milioni di debiti e a compiere 15 milioni di investimenti, così come riferito ai funzionari del ministero dello Sviluppo economico.

La frenata ha naturalmente messo in allarme i lavoratori che mercoledì pomeriggio hanno presidiato lo stabilimento di Spoleto, mentre questa mattina c'è stata una nuova protesta di fronte al sito di Terni, con una delegazione di sindacati e operai che verrà ascoltata dal Prefetto.

Dal canto loro, i soci storici che detengono oltre il 95 per cento delle quote (un pacchetto minoritario è in mano agli eredi Luigi Novelli) in una nota scrivono: «La famiglia, nel respingere ogni responsabilità ed addebito che le vengono attribuiti in relazione alla gestione degli ultimi quattro anni, durante i quali una situazione già difficile è considerevolmente peggiorata, intende chiarire la propria posizione».
«L’attuale fase di riflessione – motivano – è giustificata dai timori generati dalla totale assenza di notizie in ordine alla capacità dell’acquirente di garantire la continuità aziendale e le condizioni a cui ciò avverrebbe. Infatti, ai soci non è stato sottoposto né un piano industriale né altre informazioni sui progetti di prosecuzione dell’impresa. Pertanto auspichiamo che l’organo amministrativo, o chi per esso, doverosamente sottoponga ai soci, nel più breve tempo possibile, tutti gli elementi che ci rassicurino circa la effettiva soluzione degli attuali problemi e sullo sviluppo delle reali potenzialità del gruppo, in modo da prendere una decisione ponderata e consapevole nell’interesse di tutti».