Ancora aperte le indagini sulla morte di Maria Chiara Previtali

Morì nel sonno per una dose di eroina che le fu fatale
Terni

A un anno di distanza dalla morte di Maria Chiara Previtali gli inquirenti stanno ancora lavorando per chiudere il cerchio in base allo scenario emerso sin dalle prime ore seguenti alla tragica scomparsa della giovane. Al momento l’unico indagato per omicidio preterintenzionale resta il fidanzato ventenne di Maria Chiara. Anche grazie alla ricostruzione del ragazzo gli inquirenti avevano fatto chiarezza sulle ultime ore della giovane: entrambi erano a Roma per festeggiare il 18esimo compleanno di lei e proprio in quella serata era avvenuta l’assunzione di stupefacenti, in particolare eroina. L’indomani mattina la tragica scoperta del ragazzo, che aveva ritrovato Maria Chiara senza vita nel letto. 

 Un mix letale di droghe, quindi, che, formalmente, potrebbe rendere più complicata la contestazione del reato di morte come conseguenza di un altro reato, proprio perché, secondo questo scenario, non sarebbe stata una sola sostanza a causare la morte della giovane. 

Dall'ottobre 2020 continuano ad indagare sul caso i carabinieri di Amelia e di Terni, coordinati dal pm Camilla Coraggio, per individuare coloro che, nella capitale, avrebbero ceduto le due dosi di droga ai due ragazzi, dosi che – pagate 20 euro ciascuna – a questo punto è accertato che siano costate la vita alla povera diciottenne.

Una ‘caccia’ allo spacciatore che chiuderebbe il cerchio sul piano investigativo. Gli interessi di Francesco Gnucci sono curati dall’avvocato Francesca Carcascio mentre la famiglia Previtali è assistita dal collega Manlio Morcella.