Sull'Inceneritore Terni Biomassa "piovono" 8 avvisi di garanzia

La Procura chiude l'indagine. Sono circa 30 le violazioni in materia ambientale contestate
Terni

L’inceneritore Terni Biomassa torna alla ribalta della cronaca dopo l'emissione di otto avvisi di garanzia che riguardano dirigenti e rappresentanti legali di ditte esterne.
L’avviso di conclusione indagini è stato notificato a 8 indagati: 3 vertici di Terni Biomassa Spa, 2 dirigenti della Tozzi Green spa; 3 dirigenti di altrettante imprese operanti nel settore del pulper e dei rifiuti. Nel mirino anche il titolare dell’azienda di Lucca che riforniva di pulper l’inceneritore, un intermediario che procacciava sempre pulper da bruciare a Terni e l’amministratore unico di una ditta di Civita Castellana, dove venivano inviate le ceneri pesanti prodotte dall’inceneritore. Sono numerose le violazioni ambientali contestate dalla Procura che ha chiuso le indagini sulla gestione dell’impianto passato al setaccio per due mesi dai carabinieri del Noe.
La struttura di Maratta era già finita sotto i riflettori delle autorità per . L’inceneritore era poi .
Ora, a fronte di questi sviluppi giudiziari, il Comitato “No Inceneritori Terni” interviene sul caso chiedendo alla Regione di rigettare la richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale presentata da Terni Biomassa. Il comunicato di No Inc: “E’ evidente ormai che la vicenda inceneritori rappresenta una ipoteca in termini ambientali, sanitari e di legalità... Il sospetto, come da noi denunciato a proposito di un conflitto di interessi di Arpa e uno studio di progettazione che segue Terni Biomassa, forse non era così peregrino”.