La Casa delle Donne rischia lo sfratto

Presentata al sindaco di Terni una petizione con duemila firme
Terni

Sono duemila le firme a difesa della Casa delle Donne di Terni.
La petizione, indirizzata al sindaco Leonardo Latini, è stata consegnata in Comune per chiedere «che gli spazi nei quali l'associazione realizza il servizio comunale Casa delle Donne non vengano messi a bando». 

QUESTA LA PETIZIONE IN DIFESA DELLA CASA DELLE DONNE DI TERNI

Oggi, lunedì 7 ottobre 2019, l'Associazione Terni Donne, ha depositato presso il Comune di Terni una petizione con la quale chiede che gli spazi presso i quali l'Associazione realizza il servizio comunale Casa delle Donne di Terni non vengano messi a bando.

Chiediamo di poter continuare a realizzare le nostre attività, completamente autofinanziate, presso i suddetti spazi siti in Via Aminale attraverso la sottoscrizione di un Patto di Collaborazione o il rinnovo della convenzione in scadenza in data 31 dicembre 2019.

Il 31 dicembre 2019, la Casa delle Donne di Terni, servizio del Comune di Terni, ideato e gestito dall’Associazione Terni Donne, per il contrasto e la prevenzione della violenza contro le donne, basato sull’alleanza tra donne, sulla solidarietà e la ricerca del benessere, della libertà e dell’autodeterminazione delle donne non avrà più una sede istituzionale gratuita.
Il Comune di Terni ha deciso di mettere a bando lo spazio in cui ha sede la Casa delle Donne dandoci un preavviso di un anno ma senza ritenere necessario un confronto serio ed approfondito sulle attività realizzate dall’Associazione per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne. Lo spazio sarà assegnato ai vincitori del bando e potrà essere utilizzato a fronte di un affitto così come già fatto con centri giovanili, sociali e per anziani della città.
Da 5 anni a questa parte l’Associazione Terni Donne realizza attività culturali, formative, informative e politiche sui diritti delle donne e sulla condizione delle donne nel mondo, promuovendo i talenti artistici e culturali delle donne del territorio attraverso, mostre, presentazione di libri e incontri. Oltre alle attività culturali numerosi sono i laboratori espressivi come il canto, il taglio e cucito, l’uncinetto, la maglia, la pittura, lo yoga, la danza, la musica ecc… che vengono proposti mensilmente alla donne della città per promuovere maggiore consapevolezza corporea, sicurezza nell’utilizzo delle proprie risorse e talenti, aggregazione e solidarietà.
A tutto ciò si aggiunge uno sportello antiviolenza aperto 4 giorni a settimana attraverso il quale le donne in difficoltà vengono accolte e indirizzate ai servizi pubblici o privati del territorio a seconda delle necessità. Lo sportello offre, inoltre, consulenza legale gratuita e la possibilità di partecipare a gruppi di auto mutuo aiuto. Tutte queste attività vengono realizzate dall’Associazione e costo zero per la comunità in quanto realizzate grazie a fondi propri o attraverso la partecipazione a bandi di fondazioni ed enti pubblici e privati.

Noi cittadine e cittadini residenti presso il Comune di Terni
CHIEDIAMO
che la convenzione per l’utilizzo dello spazio pubblico, sito in Via Aminale 20/22, attualmente assegnato all’Associazione Terni Donne sia prorogata attraverso la firma di un patto di collaborazione e che possa essere utilizzato, per i fini e le attività sopra esposti, senza la corresponsione di un affitto”.

Conseguentemente è stata attivata petizione per cittadini e cittadine non residenti nel Comune di Terni nonché è stata promossa anche una petizione on line.

L’Associazione Terni Donne APS ha raccolto:

- 727 firme di cittadini e cittadine residenti nel Comune di Terni;
- 362 firme di cittadine e cittadini non residenti nel Comune di Terni;
- più di 1000 firme attraverso una petizione on – line.