Covid, tutto esaurito al Santa Maria di Terni

Il commissario Pasquale Chiarelli che ha disposto di riattivare in sicurezza, appunto al quinto piano, un percorso Covid separato
Terni

Assalto dei pazienti Covid all’ospedale Santa Maria di Terni. Ieri sera, la situazione ha raggiunto un livello preoccupante, tanto che ben tre persone arrivate al Pronto soccorso sono state collocate in osservazione nell’area Covid in attesa di trovare un posto.

Come riporta oggi , ufficialmente, ieri mattina, le persone ospitate nella struttura ospedaliera contagiate erano ben 72, 13 delle quali ricoverate nel reparto di Terapia intensiva. 
Ma, via via, la situazione è peggiorata con nuovi ingressi, tanto che verso le 19,30 è stato deciso di bloccare i ricoveri in attesa di trovare la soluzione più idonea per chi era in attesa di un letto, con i sintomi del virus in atto.
Completo il reparto di Malattia infettiva e quello di ex Oncoematologia nel blocco esterno al Santa Maria, si tratta complessivamente di 31 posti. Stesso discorso al quinto piano che ospita altri 35 pazienti nei reparti di Malattie respiratori e di Medicina interna. Alcuni dei quali sono considerati gravi e rischiano di essere intubati e trasferiti al reparto di Terapia intensiva, anche questo in via di esaurimento.
Purtroppo c’è stato un boom di ricoveri, dopo un lungo periodo di calma apparente. Con ben 500 casi in città , che sommati a quelli della provincia sfiorano i mille. E molti di questi necessitano di cure in ospedale.
È così sfumato velocemente l’obiettivo dell’azienda ospedaliera: fare in modo che la Clinica di malattie infettive, esterna al presidio ospedaliero, restasse l’unica struttura, insieme alla Rianimazione, ad ospitare pazienti sospetti o positivi al Covid, lasciando l’ospedale pulito da qualsiasi nuovo possibile evento epidemico. Non è servito aggiungere nove nuovi posti letto all’ex servizio di Oncoematologi.
Col commissario Pasquale Chiarelli che ha disposto di riattivare in sicurezza, appunto al quinto piano, un percorso Covid separato, adeguando la struttura di Malattie dell’Apparato Respiratorio in maniera progressiva e modulare, con percorsi separati e disponibilità che arriva fino a oltre 35 posti letto dedicati. Ma anche questi sono terminati, tanto che lo stesso commissario sta cercando di individuare altri reparti, come quello di Dermatologia, non più usato per la degenza da oltre 20 anni, dove ospitare i malati covid. La riorganizzazione dello stesso richiede però in ogni caso tempi che probabilmente potrebbero essere troppo lunghi vista che l’ondata è sempre più impetuosa e rapida.
Oltre a Chiarelli e gestire l’emergenza è stato individuato il professor Gaetano Vaudo, direttore del dipartimento di medicina e specialità mediche, come referente clinico dell’area medica per la direzione sanitaria degli agli aspetti organizzativi relativi all’accoglienza, all’assistenza e alla cura dei pazienti Covid. 
Ma la battaglia al virus si sta trasformando in una vera e propria guerra.