Broker infedele condannato a due anni di reclusione

Ammanchi fino a 300 mila euro a investitore
Terni

Un broker di 50 anni, originario di Terni, ha patteggiato una pena pari a due anni di reclusione per il reato di truffa, oltre a 1.800 euro di multa. Come riporta il l’imputato era stato denunciato da diversi clienti, raggirati a furia di report falsi per mascherare il cattivo andamento dei loro investimenti.

In base a tali informazioni, gli stessi clienti avevano continuato ad investire soldi, scoprendo alla fine le perdite dopo aver chiesto alla banca, che lo ha poi sospeso e allontanato, i dati reali. Si tratta di ammanchi che in alcuni casi si aggirano fra i 250 e i 300 mila euro per ciascun investitore. 

Il patteggiamento, concordato fra il difensore del promotore finanziario, l'avvocato Enrico De Luca, e l'autorità giudiziaria, è stato formalizzato la mattina di lunedì 7 giugno 2021 di fronte al giudice Dorita Fratini, del tribunale di Terni.

Tre i clienti che si sono costituiti parte civile, rappresentati dagli avvocati Riccardo Falocco, Marco Ravasio e Maria Grazia Bordoni. A costituirsi parte civile è stata anche l'Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari e Finanziari), che è un'associazione di tutela dei consumatori specializzata nel settore finanziario, bancario, assicurativo, postale, delle telecomunicazioni e dei trasporti, che scende in campo in situazioni come queste, proprio per tutelare chi ha visto perdere i propri soldi.

Per tutti, la strada è ora quella della causa civile per vedersi riconosciuto un risarcimento dei danni patiti. Era presente all'udienza anche l'avvocato Antonio Coaccioli per la banca, citata come responsabile civile. Altri clienti del promotore infedele, persone offese assistite dall'avvocato Fabio Lancia, non si sono costituite avendo ottenuto già un risarcimento.

Il procedimento penale arrivato a conclusione lunedì 7 giugno, rappresenta il frutto dell'unificazione di più fascicoli, tutti simili per modalità ed esito. In sostanza il 50enne promotore finanziario ternano avrebbe esibito rendiconti falsi per non perdere il proprio portafoglio clienti ed anzi incrementarlo ed ottenere così commissioni sempre maggiori.