Carcere di Terni, detenuto lancia bomboletta di gas e colpisce infermiera

Il pronto intervento dei poliziotti penitenziari impedisce gravi conseguenze
Terni

A darne notizia è Fabrizio Bonino, Segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, che ricostruisce quel che è avvenuto nel carcere di Terni nelle ultime ore:“Un detenuto italiano di 56 anni, noto per essersi reso protagonista di numerosissimi eventi critici nelle moltissime carceri italiane in cui è stato ristretto, ha colpito una infermiera del carcere lanciandole contro una bomboletta di gas con il chiaro intento di ferirla. E con una l’ha colpita, ferendola. Solamente il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari ha impedito più gravi conseguenze. Basta! Questo è l’ultimo episodio di un crescendo di intolleranza verso la Polizia Penitenziaria dell’Umbria. Le carceri regionali sono diventate la valvola di sfogo della Toscana dopo l’annessione interregionale....”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime solidarietà e parole di apprezzamento per la professionalità, dei poliziotti penitenziari di Terni e dell’Umbria: “E’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie. Contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria. Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono decuplicati eventi gli eventi critici in carcere”.

E’ senza appello la denuncia del SAPPE: “Il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più. Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso, e i costanti e continui eventi critici ne sono la più evidente dimostrazione. Da quando ci sono vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono cresciuti gli eventi critici, le evasioni, le aggressioni, le risse, i tentati suicidi, gli atti di autolesionismo. Serve un netto cambio di passo nella gestione delle carceri, che punti più sulla sicurezza delle strutture detentive e di quanti in esse lavorano in prima linea, ossia gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria”.