Carcere di Terni sovraffollato, 100 detenuti oltre la capienza

Sindacati incontrano il prefetto Sensi: «Personale insufficiente»
Terni

Troppi detenuti, pochi agenti penitenziari e una “cronica insufficienza di mezzi e strutture per la gestione della salute”. Sono i “mali” del carcere di Terni evidenziati nella relazione del garante regionale dei detenuti, Stefano Anastasia, relativa alla situazione dei penitenziari umbri nel 2020 che è stata presentata nei giorni scorsi all’assemblea legislativa dell’Umbria.
Ne risulta che l’istituto penitenziario di Terni continua ad avere un certo margine di sovraffollamento tenuto conto che si registra la presenza di 500 detenuti a fronte dei 416 posti disponibili, di contro, invece, pochissimi poliziotti in servizio e ormai ridotti allo stremo da massacranti turni e dall’indifferenza dimostrata da direzione, comando e provveditorato regionale rispetto alle gravissime ed irreversibili problematiche che affliggono ormai da anni il carcere di Terni; lavorare in emergenza da troppo tempo logora il personale e abbassa i livelli di sicurezza già ben al di sotto del limite minimo».
La relazione evidenzia diverse criticità per le quali è stato richiesto un concreto intervento da parte della Regione, in raccordo con l’amministrazione penitenziaria: serve una più stretta integrazione tra i servizi sanitari e i servizi sociali, soprattutto nel caso di detenuti che devono scontare pene brevi o brevissime, i quali, al momento della dimissione, si trovano completamente privi di sostegno sociale esterno. Altra criticità è la scarsa digitalizzazione degli istituti penitenziari che crea molte difficoltà per i detenuti coinvolti nei percorsi scolastici nello svolgere la didattica a distanza e, in generale, evidenzia comunque particolari criticità poiché limita notevolmente l’accesso a tutti i servizi dell’assistenza sociale offerti on-line.

I sindacati, unitariamente, sette le sigle rappresentate, hanno illustrato la situazione al prefetto venerdì mattina, e hanno chiesto lo stop ai trasferimenti nella regione e soprattutto nella Casa circondariale di Terni dei detenuti cosiddetti ‘ordine sicurezza’.
Abbiamo rappresentato al Prefetto Emilio Dario Sensi – si legge nella nota diramata dopo il confronto – che uno sfollamento di almeno 20 detenuti ‘ordine sicurezza’ e un blocco delle assegnazioni in entrata da parte del Provveditorato che riguardano questi soggetti, nonché di detenuti con problemi psichiatrici, permetterebbero di riportare la situazione ad un livello tollerabile. Una carenza di poliziotti con contestuale aumento indiscriminato dei carichi di lavoro, una situazione di disagio costante, considerando le numerose aggressioni fisiche patite dai colleghi, gli insulti e le minacce di morte da parte dei detenuti che si ricevono quasi ogni giorno, rendono la situazione davvero una polveriera pronta ad esplodere, con conseguenze che, inevitabilmente, comprometterebbero finanche l’ordine e la sicurezza cittadina; motivo per cui si è ritenuto dover coinvolgere l’organo territoriale di governo».