Detenuto brasiliano tenta il suicidio nel carcere di Terni

Prima si era cucito la bocca. Salvato dalla Polizia Penitenziaria
Terni

Ancora al centro delle cronache il carcere di vocabolo Sabbione di Terni: un detenuto brasiliano si è prima cucito la bocca per protesta perché non andava d’accordo con i compagni di cella ed ha poi tentato il suicidio. E’ stato salvato in tempo dal Personale di Polizia Penitenziaria.

Lo ha comunicato il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.“Ogni giorno a Terni ce n’è una, sintomatica dimostrazione di un carcere allo sbando completo”, denuncia il Segretario Regionale SAPPE dell’Umbria Fabrizio Bonino. “Meno male che la Polizia Penitenziaria ha salvato il detenuto, altrimenti oggi conteremmo l’ennesimo suicidio in cella. Possibile che nessuno si chieda come mai succedono così tanti gravi episodi critici in carcere?”. Nella nota diffusa dal Sappe si legge; ”Già da tempo il SAPPE mette sotto accusa “la direzione penitenziaria “buonista” di Terni, che tollera eccessivamente questi gravi fatti. Non ci sono parole per descrivere l’umiliazione che ogni giorno i colleghi subiscono, non solo dai detenuti, ma da una gestione che al massimo prevede come forma di punizione un giorno di esclusione dalle attività sportive, che può anche essere “abbonato per buona condotta”!!! Siamo alla follia, si lavora in condizioni disumane senza nessun tipo di tutela e con detenuti che ci ridono in faccia perché sanno bene che non verranno mai puniti per qualunque fatto commettano!”

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, rinnova la richiesta di un immediato intervento del Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo: “Cosa si aspetta a mandare una ispezione al carcere di Terni? Il personale di Polizia Penitenziaria è stanco e si deve fermare questa gestione scellerata di un Istituto ormai ingovernabile!”