Ast in vendita, pressing sul Governo

Mozione bipartisan in consiglio regionale per chiedere l'apertura di un tavolo di confronto
Terni

Gruppi industriali italiani sempre interessati all'acquisto di Ast.
Il cronoprogramma dettato a Montecitorio dal ministro dello Sviluppo economico Giorgetti potrebbe essere confermato, ma il closing, dato l’iter che prevede l’antitrust, non dovrebbe arrivare prima degli inizi del 2022.

Intanto, come riportato nella giornata di martedì, l’importanza e la strategicità di Ast ha messo d’accordo tutte le forze politiche in Regione. Entro i primi dieci giorni di ottobre, a Terni, si terrà una coferenza dell’economia e la vendita del sito siderurgico da parte di Thyssenkrupp sarà al centro del dibattito politico, esteso alle parti sociali. La partita si gioca a due tra Marcegaglia e Arvedi.


Comunicato del direttivo della Cgil di Terni
Serve un consiglio regionale dell’Umbria aperto, da volgersi a Terni, per interrompere l’assordante silenzio delle istituzioni intorno alla vicenda Ast e contestualmente chiedere l’intervento della presidenza del Consiglio dei Ministri. Mentre siamo riuniti – il direttivo si è riunito lunedì in concomitanza della visita del ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, in Umbria; ndr. – la presidente Tesei, sta accompagnando in un tour elettorale in provincia di Perugia, il ministro. Al di là della legittima campagna elettorale, la provincia di Terni sta vivendo una serie di crisi industriali i quali dossier dovrebbero essere ben conosciuti dalla giunta regionale dell’Umbria.

In particolare sulla grande vertenza della vendita Ast rimarchiamo la totale disattenzione della giunta regionale rispetto alle precise richieste delle organizzazioni dei lavoratori. Vale la pena ricordare che le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici, a Terni, avevano chiesto prima al sindaco di Terni (22 aprile 2021) e poi direttamente alla presidente della giunta regionale (16 giugno 2021) di attivarsi per riaprire il tavolo, vista l’imminente vendita del sito di viale Brin, senza contare che la stessa richiesta era stata fatta da Fim, Fiom e Uilm nazionali. Ma tutte queste richieste sono rimaste ad oggi inascoltate. 

Dunque, il confronto non si è mai aperto, ma nel frattempo la procedura di vendita è passata alla fase tre, con la presentazione di alcune offerte vincolanti, che per il momento dovrebbero scongiurare lo spacchettamento del sito. Il ministro nel rispondere ad una interrogazione alla Camera sul tema si è limitato a dare un timing sulla procedura con un grado di precisione meno marcato di quanto già a conoscenza delle organizzazioni sindacali e ad assicurare una buona risposta alle aspettativa dei lavoratori, senza però presupposti concreti da accompagnare all’annuncio. Ed infatti, rimangono aperte le questioni sul perimetro di vendita e sulla tenuta degli assetti impiantistici e i livelli occupazionali e salariali dei lavoratori diretti e dell’indotto.

Ci auguriamo che il ministro dello Sviluppo economico e la presidente della Regione non si limitino semplicemente a sostenere i propri candidati di partito, ma che rendano conto anche dell’area di crisi complessa Narni-Amelia, delle infrastrutture nell’Umbria sud a partire dalla piattaforma logistica, degli ospedali di Narni-Amelia, dell’Ast, della Treofan, della Sangemini e di tutte quelle crisi ancora in atto. Il territorio ternano, i suoi cittadini, le lavoratrici e i lavoratori meritano risposte evitando di essere abbandonati al corso degli eventi e arrestando questo declino che li sta colpendo sotto il profilo economico e sociale.