L’acqua di Terni diventa un po’ “privata”

Il Comune pronto a cedere parte delle quote del Servizio idrico integrato.
Terni

Il Comune di Terni punta a recuperare importanti risorse finanziarie attraverso la cessione del 15 % della società comunale Asm che è uno dei soci dell'azienda pubblico-privata Sii che gestisce l'acqua pubblica.
Come riporta oggi La Nazione, le quote verranno rilevate dalla società Umbria 2, controllata da Acea, proprietaria anche della discarica di Orvieto. Dopo le proteste a Terni, anche a Orvieto c'è chi vuole opporsi a questo progetto. A farsi interpreti della protesta sono i consiglieri comunali di minoranza Donatella Belcapo e Franco Raimondo Barbabella, ma anche il centrodestra è sulle barricate anche se, per il momento, l'assessore Piergiorgio Pizzo ha detto che il Comune non dismetterà la quota che detiene all'interno della Sii. «Abbiamo un territorio che è una delle riserve idriche più importanti della regione dove però si pagata una tariffa altissima» - dice Belcapo. Pizzo mette invece nel mirino anche la situazione precaria e non più accettabile per Orvieto nella quale si trovano le altre società pubbliche di cui il Comune ha quote di partecipazione. «Potremmo parlare anche di Webred e Umbria Digitale per i servizi informatici. Si dovrebbero valutare i loro bilanci e i fondi che ricevono dalla Regione, ma soprattutto il fatto che al nostro ospedale non forniscono la fibra ottica perché la dorsale passa sull'asse della ferrovia Centrale Umbria TerniPerugia e a Orvieto non ci arriva». Secondo Pizzo: «Se il socio privato la fa da padrone, ciò dipende dal fatto che in questi anni non è stato esercitato alcun controllo sulla Sii. Oggi, quindi, l'unica soluzione è stare in Sii e cercare di cambiare le dinamiche al suo interno con persone responsabili e competenti. Orvieto e tutti i Comuni dell'ambito devono incassare soldi da Sii che però non ha cassa. Bisogna scongiurare di consegnarci al socio privato».