Riattivati gli impianti di Acciai speciali Terni

Tornano al lavoro un migliaio di dipendenti su 2.331 totali
Terni

Ha avuto inizio questa mattina la riattivazione degli impianti di Acciai speciali Terni, dopo il nullaosta concesso dal prefetto Emilio Dario Sensi alla ripresa parziale e graduale dell'attività produttiva dello stabilimento.
A tornare in fabbrica, fino alle sei di sabato, i lavoratori della linea Cb3 dell'area a caldo, del reparto Laminazione a caldo e dei reparti Pix 1 e Pix 2, nell'area a freddo, del Centro di finitura, del Tubificio e della Società delle fucine, per un totale di circa un migliaio di dipendenti su 2.331. Per gli altri lavoratori è previsto il ricorso alla cassa integrazione. In mattinata si è svolto un sopralluogo di rsu e rls nel sito, al termine del quale sono state segnalate all'azienda alcune problematiche. Secondo i delegati di fabbrica infatti, ad inizio turno i dipendenti erano sprovvisti di mascherine, consegnate dopo circa due ore.

Nella sostanza le linee guida del piano industriale Ast 2019-2020, presentate lunedì pomeriggio al ministero dello Sviluppo economico, non cambiano l’impianto già annunciato da tempo e abbondantemente ribadito dal numero uno Massimiliano Burelli che di fatto conferma la riduzione dei volumi produttivi annui di fuso (-60 mila tonnellate, da intendersi come valore base) e il taglio del personale impiegatizio di 69 unità; numero al quale le sigle sindacali avvertono da tempo «va ad aggiungersi quello di oltre 100 lavoratori somministrati che non saranno riconfermati». Si apre intanto uno spiraglio per la contrattazione integrativa e in generale Ast si rende disponibile al confronto con le parti sociali nel merito degli aspetti tecnici del piano industriale: via alle interlocuzioni in sede aziendale, poi a metà maggio si torna al Mise.

I prossimi incontri si svolgeranno nei giorni 16 aprile, 3 maggio e 7 maggio.
Dal canto loro le organizzazioni sindacali hanno ribadito che «al fine di garantire una corretta e serena discussione propedeutica al raggiungimento di una intesa è indispensabile che l’azienda non proceda, come avvenuto nei mesi scorsi, ad azioni unilaterali in merito alla riorganizzazione interna. Auspichiamo che per la strategicità che riveste Ast a livello nazionale rispetto alle sue produzioni, nel mesi di maggio il governo presieda il prossimo incontro ai massimi livelli a differenza di quanto determinatosi negli incontri precedenti».