Caso Amanda Knox, i magistrati della Corte Europea le danno ragione

L’Italia è chiamata a risarcire una piccola somma nonostante 4 anni di prigione
Strasburgo

La Corte di Strasburgo ha intimato di pagare l’americana Amanda, vediamo perché.
Quando la Knox, appena ventenne, fu interrogata dalla polizia erano passati appena 4 giorni dalla scoperta del corpo senza vita della sua coinquilina Meredith Kercher. Come si ricorderà la vittima fu trovata cadavere nella sua camera da letto ed a scoprire il corpo era stata proprio Amanda insieme al suo fidanzato Raffaele Sollecito. Durante l’interrogatorio del 6 novembre 2007 all’americana, che non parlava bene l’italiano, non fu però affiancato un interprete né un avvocato. Per questo, 11 anni dopo, la Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia a risarcirla. Dopo quell'interrogatorio la ragazza fu portata in carcere dove restò per 4 anni, accusata del delitto.

Secondo i giudici alla Knox “non è stato concesso il beneficio di un’indagine in grado di far luce sui fatti e le possibili responsabilità”. Ma, specificano, poiché non ci sono prove che la ragazza sia stata sottoposta a trattamento inumano o degradante la Corte europea dei diritti umani ha quindi condannato l’Italia a versare ad Amanda solo 10.400 euro per danni morali - lei ne aveva chiesti 500mila - e 8mila euro per le spese legali. La sentenza diventerà definitiva solo tra tre mesi, ma sicuramente le parti ricorreranno in appello perché togliere 4 anni di vita ad una persona non ha prezzo.