Al via la 73a stagione del Teatro Lirico Sperimentale

Venerdì 6 settembre debutta in prima mondiale “Re di Donne”
Spoleto

Oggi, venerdì 6 settembre, alle ore 20.30 debutta al Teatro Caio Melisso in prima mondiale assoluta Re di Donne, l’opera del compositore John Palmer, su libretto di Cristina Battocletti e John Palmer. Lo spettacolo inaugurale della 73esima Stagione Lirica Sperimentale di Spoleto, che andrà in scena anche sabato 7 alle ore 20.30 e domenica 8 alle ore 17.00, sempre al Caio Meliso - sarà diretto dal Maestro Vittorio Parisi, con la regia di Alessio Pizzech, scene di Andrea Stanisci, costumi di Clelia De Angelis e luci di Eva Bruno. Protagonisti vocali i vincitori del Concorso Comunità Europea per giovani cantanti lirici del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli” – ed. 2012, 2017 e 2018 – Lada Bočková (Ivana), Marco Rencinai (Rocco), Miryam Marcone (Martina) e Daniela Nineva (Frida).

L’opera tratta del fenomeno del femminicidio, ispirandosi liberamente a fatti di cronaca tra cui anche liberamente il giallo di Avetrana. "Il femminicidio - scrive la librettista e giornalista del Sole 24 ore Cristina Battocletti - è l’aggressione del più debole per il dominio di un pensiero maschilista, e quindi non arma solo gli uomini contro le donne, ma anche le donne contro le donne". E Re di Donne racconta proprio di questo. Sul palco due donne e un uomo si atteggiano come in uno show televisivo e forti della propria immagine si armano contro una vittima ingenua e incapace di contrastare gli eventi che rapidamente si susseguono.

La collaborazione con Palmer nasce sul web grazie ad un video in cui la giornalista moderava un incontro con Lucia Annibali - l'avvocato sfregiata dall'acido per la vendetta di un ex fidanzato - e Matilde D'Errico - l'ideatrice del programma "Amore criminale". "Il destino ha voluto che ci incontrassimo - continua la giornalista - parlassimo di donne, tema molto caro anche al professor Palmer, e dell'urgenza di denunciare le violenze contro di esse, sperando anche di smuovere quell'atteggiamento sommerso di disparità tra i due sessi che in Italia ancora si respira.