I Pronto soccorso di Spoleto resterà chiuso fino al 31 gennaio

Il sindaco chiede di riaprire
Spoleto

I Pronto soccorso di Spoleto resterà chiuso fino al 31 gennaio e «accetterà pazienti Covid positivi provenienti dal territorio oppure da altre strutture ospedaliere». Il tutto a seguito della trasformazione del San Matteo in ospedale Covid.
Una soluzione che non trova d'accordo il sindaco di Spoleto, Umberto De Augustinus, che ha inviato un documento unitario per chiedere alla Regione di riaprire il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Spoleto e mantenere operativi tutti i reparti essenziali al fabbisogno sanitario dell’intero comprensorio.
Nel testo, firmato da tutti i capigruppo consiliari, si chiede non solo di mantenere in funzione tutta la strumentazione medico-sanitaria che è stata donata da associazioni e fondazioni al San Matteo degli Infermi, mantenendo attiva la chirurgia robotica, ma anche di inviare immediatamente medici pneumologi, infettivologi, più intensivisti, più internisti e cardiologi e personale infermieristico e paramedico per il corretto trattamento dei pazienti Covid.
Nel testo anche la richiesta di ripristinare il punto nascite e, alla luce di quello che sta accadendo, di prevedere “una moratoria per almeno cinque anni, che permetta di sforare i limiti previsti dalle disposizioni di legge, e questo anche per eventuali limiti imposti per altri reparti, qualora esistenti”.
Intanto anche la città ha manifestato la sua contrarietà a questa iniziativa. Tant'è che si è formata spontaneamente una catena umana, partita dal pronto soccorso dell'ospedale, ovviamente nel rispetto delle regole di sicurezza, masherina e distanziamento, ognuno aveva uno spago di circa un metro.
La catena umana, con tanto di cartelloni, è arrivava fino all'altezza del tribunale, meta corso di Spoleto