Ospedale di Spoleto: duro botta e risposta tra i parlamentari Caparvi e Zaffini e il sindaco De Augustinis

Monta la polemica nel Centrodestra dopo il ricorso al Tar del primo cittadino: “Atto gravissimo e istituzionalmente maleducato”
Spoleto

“L'impugnazione del sindaco di Spoleto dell'ordinanza regionale davanti al Tar rappresenta un atto gravissimo, istituzionalmente maleducato, socialmente e sanitariamente irresponsabile stante l’emergenza della forte recrudescenza del virus, ma di più totalmente inutile viste le ripetute garanzie date dalla presidente Donatella Tesei”. Così, aprono in una nota congiunta, l'Onorevole Caparvi della Lega e il Senatore Zaffini di Fratelli d'Italia.

“Qualora il Tribunale amministrativo regionale avesse deciso per la sospensiva – proseguono i due parlamentari umbri -, si sarebbe aperto uno scenario folle di blocco totale dell’ospedale in tutte le sue funzioni, SIA COVID che NON COVID. Senza qui considerare il rischio concreto di gettare la Città in quell’isolamento già visto in passato proprio nel momento in cui si stanno decidendo le nuove linee programmatiche della Sanità regionale”.

“Giova qui ricordare – si legge ancora - che la governatrice Tesei ha chiaramente detto che è intenzione della Regione potenziare l'ospedale di Spoleto alla fine della pandemia e di dare le risposte che servono alla città, portando a compimento un percorso che la sinistra mai aveva prospettato, cioè quello della definizione e del potenziamento del presidio ospedaliero di Spoleto in una ottica di esclusività e di integrazione con gli altri Ospedali Umbri, su questo percorso noi stessi, e i nostri rispettivi Partiti, ci poniamo, ove necessario, come garanti”.

“A tale riguardo – concludono Caparvi e Zaffini -, benissimo hanno fatto i 10 consiglieri comunali spoletini che per il bene della città hanno elaborato un documento serio che traguarda il futuro, chiedendo ampie garanzie e atti tangibili per la salvaguardia e la valorizzazione della struttura ospedaliera territoriale. Non si sono prestati alle cialtronerie, ai facili populismi e a strumentalizzazioni evidenti, garantendo una corretta rappresentazione di ruolo in un momento così difficile e grave, è a loro che noi guardiamo con grande rispetto a prescindere dalle appartenenze partitiche”.

Non si è fatta attendere la risposta del primo cittadino di Spoleto Umberto De Augustinis, che in un comunicato stampa afferma: “In merito alle considerazioni dell’onorevole Virginio Caparvi, deputato di Nocera Umbra e del senatore Franco Zaffini, che non mi sembra viva in questa città, preme chiarire quanto segue:

1. il Tribunale amministrativo regionale (TAR) non ha deciso alcunché sul ricorso concernente l’ospedale di Spoleto, riservando la decisione alla trattazione collegiale fissata per il prossimo 17 novembre. Ieri è stata solo respinta la sospensiva urgente che avrebbe potuto essere assunta dal Presidente del TAR stesso ma che, dati i tempi, ragionevolmente non è stata accordata, anche perché la sera prima della decisione è stato parzialmente ripristinato dalla Regione un servizio di emergenza presso l’ospedale di Spoleto.

2. I cittadini di Spoleto sono e restano offesi e umiliati da una decisione non concordata in alcun modo che chiude l’ospedale, nonostante fosse stato offerto un congruo spazio per realizzare una sezione Covid.

3. Parteciperemo al Comitato per la reistituzione dell’ospedale di Spoleto ai cittadini di Spoleto, della Valnerina e del comprensorio, ma il metodo ad oggi seguito, di una imposizione di soluzioni non concordate e, addirittura, non comunicate non lascia presagire nulla di buono. Tutto questo malgrado gli spoletini abbiano dato ampio sostegno alla Presidente Tesei, avvocato del foro di Spoleto, per la sua elezione a presidente della Regione Umbria, ricevendo in cambio il trattamento di cui sopra.

4. Definire un ricorso al TAR un atto “gravissimo, istituzionalmente maleducato, socialmente e sanitariamente irresponsabile” significa solo delegittimare una difesa istituzionale della città lasciando spazio, in modo veramente irresponsabile, a proteste che potrebbero proporsi in modo incontrollato”.