Opere Archidiocesi Spoleto-Norcia ferite dal sisma restaurate da musei vaticani

Arcivescovo Boccardo: “Torneranno nelle chiese per le quali furono commissionate”
Spoleto

I laboratori dei Musei Vaticani restaureranno gratuitamente alcune opere d’arte dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia ferite dai terremoti che dal 24 agosto scorso hanno sconvolto la vita di moltissime persone in Valnerina e nella Valle spoletina. Per questo motivo, stamattina la nuova direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta, accompagnata da mons. Paolo Nicolini, delegato per i settori amministrativo-gestionali, e da due restauratori, si è recata presso il deposito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali a S. Chiodo di Spoleto, dove sono ricoverate le opere prelevate dalle varie chiese e dai musei delle zone colpite dal sisma.

È stata accolta dalla soprintendente per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, Marica Mercalli, e dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo. Insieme, hanno scelto otto pezzi – tra cui il crocefisso della chiesa di Castelluccio e il pinnacolo con la croce della basilica di S. Benedetto – che, una volta restaurati, andranno a comporre presso la Rocca Albornoziana di Spoleto una mostra con altri pezzi d’arte terremotati e restaurati dall’Istituto centrale di Roma e dall’Opificio delle pietre dure di Firenze.  “Queste opere – rassicura l’arcivescovo Renato Boccardo – torneranno nelle chiese per le quali furono commissionate non appena queste ultime saranno ricostruite/restaurate e messe in sicurezza. Nessuno ha interesse che questi gioielli della fede e dell’arte rimangano chiusi in un deposito”. I vertici dei Musei Vaticani, della Soprintendenza e dell’archidiocesi si sono accordati che le opere scelte saranno trasferite in Vaticano i primi giorni di febbraio, ad eccezione del pinnacolo della basilica di S. Benedetto che già si trova nello Stato Pontificio. “Vorrei ancora una volta – afferma l’arcivescovo – ringraziare Papa Francesco e, insieme a lui, il presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, card. Giuseppe Bertello, che hanno autorizzato l’impegno dei Musei in questa grande opera”.