Nessuno sconto per Cristian Salvatori che causò la morte del coetaneo Emanuele Tiberi

La Corte d’Appello ha confermato di fatto quanto stabilito in primo grado dal Tribunale di Spoleto
Spoleto

Cristian Salvatori, accusato dell’omicidio preterintenzionale del coetaneo Emanuele Tiberi, dovrà scontare tutta la pena, di cinque anni e quattro mesi. Non un giorno di meno. Nessuno sconto nel processo d’appello a carico dell'omicida del giovane ucciso davanti a un pub di Norcia il 29 luglio di 2 anni fa, dopo il pugno sferratogli all’improvviso, senza che ci fosse una lite in corso.
La Corte d’Appello (presidente Giancarlo Massei, a latere Franco Venarucci) ha confermato di fatto quanto stabilito in primo grado dal Tribunale di Spoleto, dove Salvatori era stato processato con rito abbreviato, beneficiando quindi dello sconto di un terzo della pena.
L’omicida, che si trova ai domiciliari a Norcia, non era presente in aula, mentre per la prima volta hanno assistito al processo Simonetta ed Ernesto, genitori di Emanuele, e la sorella Eleonora.
In Appello si è arrivati dopo il ricorso degli avvocati David Brunelli e Francesco Crisi, difensori di Salvatori, che ieri avevano chiesto per il proprio assistito l’assoluzione o, in subordine, una riduzione della condanna.  
 Mamma Simonetta e papà Ernesto, all’uscita dall’aula, hanno dichiarato: “Manu, pacato e tutt’altro che litigioso, non è morto per un gioco. Accostare la violenza a un gioco significa tentare di infangare la sua memoria”.
Sulla condanna nessun sussulto, ma una certezza: “Emanuele non ce lo ridà nessuno, ma eventuali sconti sarebbero stati beffardi”.
Mamma Simonetta, due sere fa, aveva affidato a facebook il pensiero rivolto idealmente al premier Giuseppe Conte, intervenuto sul terribile omicidio di Willy, a Colleferro: “Caro presidente, sono una mamma che si è vista strappare il proprio figlio di 33 anni da un pugno di un coetaneo, sferrato senza motivo. Domani assisterò all'Appello in Corte d'assise a Perugia, promosso dai difensori, che ritengono troppo severa la condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. È questa la pena certa e severa di cui lei parla?”.