Giustizia in affanno per colpa di carenza di personale

L'informatizzazione tenta di arginare il problema
Spoleto

Carenza di organico negli Uffici giudiziari di Spoleto. E gli effetti si fanno sentire: tempi della giustizia lumaca, procedimenti penali “parcheggiati” tra Procura e Tribunale per mesi o anche anni.
Grandi criticità che già dal 2015 sono state evidenziate dal procuratore capo Cannevale. Vale a dire la carenza del personale amministrativo, le piante organiche del personale amministrativo e dei magistrati inadeguate all’aumento esponenziale degli utenti del circondario e l’arretrato delle iscrizioni delle notizie di reato, pari addirittura ad 8 mesi, per i procedimenti su indagati noti ed addirittura di diversi anni per i procedimenti iscritti a registro ignoti.

Per tentare di tamponare la situazione ci hanno provato due giovani magistrati spoletini, il sostituto procuratore Patrizia Mattei ed il giudice penale Luca Cercola, che hanno introdotto negli uffici giudiziari il sistema operativo “Giada 2”, che grazie ad un applicativo informatico messo a disposizione della consolle del magistrato penale, con un algoritmo particolare, consente l’assegnazione automatica e bilanciata del numero dei processi che vengono assegnati ai giudici monocratici e collegiali, con riferimento alla prima udienza dibattimentale. All’esito di questa possono essere calendarizzate altre udienze. “Giada 2” scarica i dati già dal registro informatico e carica tutti i dati relativi all’udienza automaticamente, senza che i cancellieri debbano procedere ad ulteriori compilazioni. Insomma un lavoro semplificato per tutti, Procura e Tribunale, rispondendo con un migliore servizio e maggiore celerità agli utenti.