Spoleto, ora De Augustinis apre al PD

Sulla mozione di sfiducia il sindaco apre al dialogo con tutti
Spoleto

Dieci consiglieri del Comune di Spoleto hanno firmato pochi giorni fa la .

Il gruppo dei dissidenti, tra cui si contano sette consiglieri eletti nelle fila di maggioranza, è passato dalle parole alle vie di fatto e ha depositato l'atto che dovrà essere discusso e soprattutto votato in aula tra il 25 gennaio e il 15 febbraio, così come previsto dal Testo unico degli enti locali (Tuel).

Sull'esito della mozione di sfiducia sarà determinante il voto del Partito Democratico, i cui rappresentanti si sono detti pronti a voltare pagina. Ma "nuove e importanti situazioni" potrebbero compromettere la scelta del gruppo dei dem in consiglio comunale.

Il sindaco De Augustinis ha sottolineato come non abbia nessun motivo di attrito con il Partito Democratico e come sia disposto a dialogare liberamente con tutti.

Al fianco del primo cittadino restano i tre consiglieri di Laboratorio, Mario Mancini, Roberto Ranucci e Massimiliano Montesi, i quali hanno evidenziato come questa sfiducia, in un simile momento storico, comporterà effetti devastanti sulla città.

LA MOZIONE DI SFIDUCIA A DE AUGUSTINIS

A presentare la mozione sono stati tre consiglieri leghisti (Stefano Proietti, Cesare Loretoni e Riccardo Fedeli), l'intero gruppo di Fratelli d'Italia (Stefano Polinori, Antonio Di Cintio e Paola Vittoria Santirosi), un pezzo di Forza Italia (Marina Morelli) e tre civici di opposizione (Gianmarco Profili, Ilaria Frascarelli e Roberto Settimi). Loro hanno firmato la mozione di sfiducia al sindaco “consapevoli - si legge - di non poter ulteriormente assistere passivamente a un così grave degrado politico amministrativo senza farsi complici di una inaccettabile inerzia delle istituzioni a danno dell'intera comunità e dei cittadini”.

Per loro, infatti, a De Augustinis è “mancata – hanno scritto - un'idea di sviluppo della città, tanto che l'amministrazione vive alla giornata, tappando di volta in volta le falle di cui in molti caso lo stesso sindaco è artefice, praticando un autoritarismo convinto mascherato da civismo propagandistico”. Ribadita la critica sollevata più volte in aula al sindaco, ossia quella di “un uomo solo al comando”, accusato di “continui comportamenti di scherno nei confronti delle prerogative del consiglio stesso”, mentre “i lavori della commissione comunale sanità sono stati sempre sviliti, nonostante la dimostrazione della capacità del consiglio di esprimersi all'unanimità su temi sanitari”. Sulle sorti del San Matteo degli Infermi i dissidenti sono convinti che “l'amministrazione De Augustinis non possa essere ritenuta in grado di incidere né sulla gestione dell'emergenza in essere né sulla proposta di quale sanità dovrà essere declinata sul nostro territorio nel prossimo Piano regionale”.

Nelle dieci pagine di mozione si ripercorrono, contestandole, molte scelte della giunta dalla “mancata validazione del progetto definitivo del polo scolastico di San Paolo allo spostamento della sede del polo Montessori e della caserma dei vigili del fuoco”, per evidenziare come “l'azione amministrativa del sindaco si sia disinteressata completamente di quella che viene definita continuità amministrativa”.