L'ex sindaco De Augistinis fa ricorso a Mattarella contro la sfiducia subita

Contestando vizi sulla sfiducia definita un rito “sacrificale”
Spoleto

Umberto De Augustinis, l’ex sindaco di Spoleto sfiduciato con 15 voti favorevoli e 1 astenuto (in 8 hanno abbandonato l’aula) dal Consiglio comunale, non ci sta a subire gli effetti di quella sfiducia e ha impugnato la delibera consigliare presentando un ricorso straordinario direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Nel ricorso si evidenzia un presunto conflitto di interesse diretto e indiretto per quattro consiglieri comunali dipendenti della sanità regionale che avrebbero dovuto astenersi sulla sfiducia al sindaco, ma che invece hanno partecipato alla votazione  compiendo un «rito “sacrificale” e inducendo il prefetto a un autentico pasticcio amministrativo anche a causa del grave comportamento manchevole del segretario generale del Comune», come si legge nel ricorso.

A depositare e seguire il ricorso straordinario per De Augustinis sono due legali del foro di Roma, il professor Sandro Amorosino e l’avvocato Salvatore Taverna, quest’ultimo amico di vecchia data dell’ex primo cittadino tanto da averlo sostenuto nella campagna elettorale del 2018 candidandosi nella sua lista civica di Laboratorio per Spoleto. E che per il Comune ha seguito alcune cause di particolare interesse, come il ricorso sulle cartelle Tosap contro l’Inps.
Nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per annullare la delibera con cui è stato sfiduciato, l’ex primo cittadino Umberto De Augustinis e i suoi legali  chiamano in causa sette autorità ed ex amministratori municipali: il Prefetto di Perugia Armando Gradone, l’attuale Commissario prefettizio Tiziana Tombesi, il Segretario comunale Mario Ruggeri e i 4 consiglieri comunali impegnati professionalmente nella sanità, Carla Erbaioli e Marco Trippetti del Pd, Antonio Di Cintio e Paola Vittoria Santirosi di Fd’I.
La notizia del ricorso, anticipata mercoledì da Tuttoggi, ha sollevato un vero clamore in città, specialmente nei principali partiti e liste civiche che per tutta la giornata hanno cercato di capire meglio i rilievi esposti contro la delibera consigliare e il decreto prefettizio che ha sciolto il Consiglio comunale.