Il Tar respinge richiesta sospensiva di De Augustinis

De Augustinis deve pagare spese è stato anche condannato al pagamento delle spese legali nei confronti delle parti costituitesi
Spoleto

Il Tribunale amministrativo dell’Umbria ha respinto la richiesta di sospensiva dell’ex sindaco di Spoleto Umberto De Augustinis in merito al voto di sfiducia del consiglio comunale dell’11 marzo scorso, dando via libera al commissariamento disposto dal prefetto di Perugia.

L’ex sindaco Umberto de Augustinis è stato anche condannato al pagamento delle spese legali nei confronti delle parti costituitesi (Prefettura di Perugia e tre ex consiglieri comunali).

 Nel ricorso, de Augustinis chiedeva la sospensiva dello scioglimento del consiglio comunale di Spoleto e della nomina del prefetto a riposo Tiziana Tombesi quale commissario. Quest’ultima non si è costituita in giudizio, al pari del segretario comunale Mario Ruggieri e della ex consigliera comunale Carla Erbaioli (chiamati in causa anche loro nel ricorso). Costituiti, invece, oltre alla Prefettura, gli ex consiglieri Marco Trippetti, Paola Santirosi e Antonio Di Cintio (difesi dagli avvocati Massimo Marcucci e Giuseppe Caforio). Nei confronti di questi ultimi, il Tar ha disposto il pagamento delle spese legali da parte dell’ex sindaco, calcolate in 500 euro ciascuno.

L’ormai ex sindaco di Spoleto aveva chiesto al Tar di valutare un presunto conflitto di interessi di alcuni consiglieri, assistiti dagli gli avvocati Massimo Marcucci e Giuseppe Caforio, affermando che avrebbero dovuto astenersi sul voto di sfiducia in quanto dipendenti del servizio sanitario regionale e, quindi, direttamente coinvolti in una delle questioni che hanno portato alla caduta della giunta: la riconfigurazione del San Matteo degli Infermi in Covid hospital.

Le motivazioni dell’ordinanza del Tar

Nell’ordinanza che respinge la sospensiva si ritiene “ad un sommario esame proprio della presente fase e impregiudicata ogni ulteriore valutazione anche in rito, di non poter favorevolmente apprezzare le esigenze di parte ricorrente”.

Questo per due motivi:

a) nessuna utilità potrebbe derivare per la parte ricorrente dalla sospensione dei provvedimenti gravati, stante l’intervenuta successiva adozione, in data 1° aprile 2021, del decreto del Presidente della Repubblica di scioglimento del Consiglio Comunale e nomina del Commissario, allo stato non gravato;

b) il ricorso, inoltre, non appare sufficientemente sostenuto in punto di fumus dalle argomentazioni di parte ricorrente stante l’inefficacia, ai sensi dell’art. 53, comma 3, TUEL, per un lasso temporale di venti giorni delle dimissioni presentate dal Sindaco in data 11 marzo 2021 e considerato non appaiono prima facie apprezzabili – anche in ragione della peculiarità della deliberazione de qua – le lamentate cause di conflitto di interessi in capo a quattro consiglieri comunali“.

Il ricorso contro il commissariamento del Comune di Spoleto, comunque, dovrà essere ora discusso nel merito in una nuova udienza fissata per il prossimo 8 giugno.
Sempre che de Augustinis – che è anche magistrato di Cassazione – non decida di ritirare il procedimento.