Si conclude con tutti assolti con formula ampia il processo alla gestione Antonini della Bps

Per l'avvocato Morcella: «È lo scontato esito di una serie di azioni giudiziarie che hanno cavalcato con insuccesso le tesi della Banca D'Italia»
Spoleto

L'ultima battaglia giudiziale che chiude l'annosa vicissitudine della gestione Antonini della Banca Popolare di Spoleto prima dell'avvento di Banca Desio, si conclude con un eclatante successo della difesa.
Dopo anni di processo, tutti assolti con formula ampia - art. 530 c.1 cpp - rispetto alle contestazioni di concorso in falso ideologico in atto pubblico e di illecita influenza sull'assemblea (solo il reato di violenza privata ha importato la declaratoria di estinzione del reato per intervenuta prescrizione).
La stessa pubblica accusa all'esito di una puntuale requisitoria aveva optato per le richieste di proscioglimento, seppure anche per prescrizione, eccezion fatta per il notaio Pirone, a carico del quale il Pm aveva chiesto una severa condanna.
Mentre le parti civili avevano insistito tenacemente sulla colpevolezza di ogni inquisito. Massimamente la parte civile Solfaroli rappresentata dall'avvocato La Spina.

Ma la sentenza di conclusione delle indagini e della totale assoluzione con formula ampia degli imputati Marco Pirone; Giovannino Antonini; Elio Panbianco; Claudio Caparvi;  Nadia Tiberi; Roberto Mallardo; fa esultare la difesa.
Per l'avvocato Manlio Morcella, difensore di Giovannino Antonini: «È lo scontato esito di una serie di azioni giudiziarie che hanno cavalcato con insuccesso le tesi della Banca D'Italia. Purtroppo accanto a questo esito vi è da annoverare lo snaturamento di Bps finita in mani “estere”. Con ripercussioni sull'intero territorio regionale. Va dato atto al Tribunale della terzietà assoluta e della impermeabilità dimostrata con la decisione assunta. Giuridicamente ineccepibile».