Bocci in aula, accusa due persone di averlo diffamato

L’ex sottosegretario, parte civile, ha bollato il biglietto e lo sketch come una volgarità
Spoleto

Due persone sono finite a processo con l'accusa di diffamazione per il biglietto di uno spettacolo satirico, “La Rivista” degli Studenti, raffigurante Gianpiero Bocci (insieme ad altri due politici locali) con una banconota in mano e la scritta: “L’USI?”.
I fatti risalgono al dicembre del 2012 quando lo scandalo dell’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi era finito su tutti i media. Un accostamento che Gianpiero Bocci, ex parlamentare ed ex segretario del Pd, non gradì.
Gianpiero Bocci si è dunque costituito parte civile nel processo a carico del presidente dell’associazione che ha portato in teatro “La Rivista” e di un giornalista.
Giovedì mattina l’ex sottosegretario è stato sentito per oltre un’ora in aula nell’ambito del procedimento scaturito dalla querela che sette anni fa ha presentato contestando il ticket di ingresso e lo sketch dello spettacolo del gennaio 2013. Il giornalista è finito sotto processo per un articolo relativo allo spettacolo goliardico in cui veniva pubblicato anche il biglietto.
A rappresentare l’accusa nel processo che si sta celebrando davanti al tribunale di Spoleto è il pm Roberta Maio, mentre gli imputati sono difesi dagli avvocati Carmelo Parente e Iolanda Caponecchi.
L’ex sottosegretario, parte civile con l’avvocato Chiara Paparello, davanti al giudice monocratico Maria Silvia Festa, ha bollato il biglietto e lo sketch come una volgarità per essere stato accostato al caso Lusi, che non lo ha coinvolto.