Le “pietre d’inciampo” e il progresso dei tempi moderni

Alcuni dei problemi che angustiano la vita presente e qualche soluzione
Società

Di Adriano Marinensi - Ci parve di aver scoperto un’altra America quando venne inventata la plastica. In Italia, il riferimento storico è il Premio Nobel per la chimica conferito, nel 1963, a Giulio Natta in riconoscimento del suo “colpo di genio” che portò alla produzione del polipropilene isotattico; lo stabilimento di Terni (Polymer) della Montecatini sugli scudi. Il mercato fu invaso dal Moplen, con Gino Bramieri e il suo tormentone pubblicitario : “Ma, Signora badi ben che sia fatto di Moplen”. Per decenni ci siamo messi a diffondere oggetti di plastica fino alla corruzione del Pianeta. Plastica in terra, in mare e in ogni luogo. Ora, si è mossa l’Unione Europea, adottando una Direttiva che pone fuori legge, entro il 2021, alcuni articoli usa e getta. E impone il recupero al 90% delle bottiglie, entro il 2025. Vista la portata (limitata) del provvedimento e, di contro, la ciclopica invasione nemica, il “lunatico” Neil Armstrong, sono certo, avrebbe detto: “Un piccolo passo per l’Umanità”. Intanto però, Terni è di nuovo sugli scudi con lo stabilimento della Novamont che opera nel settore del biodegradabile e compostabile. Quindi, in meritoria controtendenza.

Sentite questa! Rivela una rivista quasi scientifica che due scienziati si sono messi mezzi nudi dentro uno sciame imponente di zanzare e, tempo pochi minuti, sono stati riempiti di pizzichi. Al punto da consentire, per deduzione matematica, questo calcolo: se le puncicate dovessero diventare 9000 al minuto (ipotesi di studio), dopo 45 minuti il malcapitato sarebbe bello che stecchito per salasso totale. Perché, a conti fatti, ogni puntura sottrae 5 milionesimi di litro di sangue e, siccome a detta di questi scienziati del nulla, ogni anno, nel mondo, 247 milioni di persone subiscono il morsetto della zanzara, pensate quale fiume di sangue scorre per colpa soprattutto della pestifera zanzara anofele. Femmina. E ti pareva!

Un’altra bizzarria. Leggo e trascrivo da fonte autorevole: La sabbia è la risorsa naturale più usata al mondo dopo l’aria e l’acqua. In verità, a pensarci bene, il cemento si fa con la sabbia e le case si costruiscono con il cemento armato. Vista quindi la sesquipedale urbanizzazione realizzata, in ogni angolo della terra, se ne deduce che la stessa terra l’abbiamo scorticata ben bene. E si capisce pure il traffico clandestino di sabbia sorto intorno alle grandi città in espansione. Un dato statistico aiuta a meglio comprendere il fenomeno: Nel 1950, nelle città, vivevano 750 milioni di persone; oggi, l’espansione edilizia (spesso “ad ettaro lanciato” come il granturco) ha fatto salire il numero dei “cittadini” a quasi 5 miliardi. Da qui il contrabbando di sabbia che, quanto ad affari, non sembra secondo neppure a quello della droga. Valli a capire questi malavitosi!

Consentitemi di tornare, per poche righe, alla recente vicenda del giocondo trionfatore (vincitore è poco) del Superenalotto. Per delineare l’ampiezza della sua fortuna (uso un eufemismo per nascondere la parolaccia) basta seguire la statistica. Ci dice che “c’è una probabilità su 622 milioni di azzeccare la sestina”. Invece, “Mister 209 milioni” ha raccattato a caso una “prepagata” e si è cuccato il tesoro di Paperon de’ Paperoni. Adesso, oltre al problema di dove custodire tanta roba, c’è anche l’aspetto non secondario di come spenderla. Stante la brevità dell’esistenza umana, gli occorrerà far presto, a meno che non sia lui in età da asilo d’infanzia. Comunque, sopra un quotidiano di carta, sono stati pubblicati alcuni consigli per gli acquisti. Eccoli: con 176 milioni può comprare lo yacht di Steven Spielberg; con 160 il quadro Les Femmes d’Alger di Pablo Picasso. Qualora fosse arrabbiato tifoso pallonaro, c’è in vendita il miracolato de dios Neymar Da Silva Santos Junior, in arte Neymar e basta, al prezzo di 180 milioni oppure, per maggiore esposizione mediatica, l’intera squadra, sempre pallonara, del Sassuolo a 177 milioni di euri. Gli rimane solo l’imbarazzo della scelta; salvo l’essere scoperto dal fisco.

Invece, per comperare, da capo a piedi, un Procuratore di calcio (oggi Agente, ma sempre Procuratore è) ci vuole qualche milione in più. Si tratta di una razza pregiata. Opera dietro le quinte di un teatro dell’assurdo che muove grandi fortune e riscuote percentuali da capogiro. Spesso si tratta di guadagni che nulla ci azzeccano con l’etica sportiva. In un intrigo di ammortamenti e plusvalenze per “addolcire” l’amaro delle tasse. L’Agente si muove nel mercato come un pesce nell’acqua e riscuote sia da chi vende, sia da chi compra. Sentite questa: uno di loro che pare sia il top del top, ha incassato – lo affermano giornali specializzati – per il recente smercio di un “tulipano” (mica un fiore), la modica somma di 14 milioni. E’ in tale ambaradam, legalmente riconosciuto (tollerato?), che sono lucrosamente inseriti talvolta figli, fratelli, parenti, amici e amici degli amici di allenatori e dirigenti in servizio o in quiescenza. Di tanto in tanto, salta il coperchio di quella pentola chiamata calciopoli. Se sei squalificato per qualche marioleria, puoi fare l’opinionista. Infine, ci sono i diritti televisivi e di immagine capaci di ingrossare i portafogli un po’ di tutti quanti popolano il “circo equestre” del pallone: domatori, equilibristi, clown, nani e ballerine. Poi dicono la fame nel mondo!

In Italia, l’art. 27 della Costituzione ha mutato il senso dello stare in galera: “Le pene devono tendere alla rieducazione del condannato.” Però, troppo spesso, il carcere è rimasto tal quale, cioè un penitenziario, peraltro con tanti detenuti in (vergognosa) attesa di giudizio. Laddove sono ristretti mafiosi, ‘ndranghetisti and company, dicono sia vigente una sorta di gerarchia simile a quella interna alle cosche, fuori dalle mura. Ho saputo del ruolo ricoperto, per diversi anni, da un caporione di stampo mafioso, dal cognome altolocato: Riina. Finché cotanto padre (Salvatore) è vissuto, al rampollo, gli altri detenuti hanno dovuto mostrare rispetto. E’ stato lui (Giovanni) ad avere il privilegio del cosiddetto “saluto del mattino”, oltre ad un posto di riguardo a tavola. La domanda: E’ possibile che in una prigione dello Stato, un condannato possa dettare legge (mafiosa)? Purtroppo, pare di si. E la rieducazione ecc. ecc.? Boh!

Stanno entrando alla grande nella circolazione urbana i monopattini elettrici e gli altri marchingegni guidati con i piedi. Non inquinano e non producono rumori molesti. Qualche problema di convivenza con il resto della mobilità lo creano. Con i pedoni, innanzitutto. Ed anche con le buche stradali che – offro ad esempio Terni – sono tante, profonde e pericolose. Occorrerà quindi andarci piano. Per dirla con Cicerone, “prudenter et sapienter”.

Concludo. Ho visto in T. V. uno spot sociale che chiedeva aiuto per i tanti bambini che, in Africa, ogni giorno, muoiono di malattie e denutrizione. Una turbamento infinito. E dire che, per alleviare (certo non risolvere) il crudele problema, basterebbe promuovere ed accrescere le adozioni a distanza, gestite in maniera seria e rigorosa. Noi però adottiamo i cani.