Il cane da cerca, grande interesse per il corso della comunità del tartufo

Si calcola che siano circa 200mila i cani in Italia addetti all’attività, molti dei quali Lagotti
San Giovanni d’Asso

 Con circa 80mila tartufai tesserati in Italia e una media presumibile di due o tre cani per ciascuno di esso, pur in assenza di una specifica anagrafe canina, si calcola che nel Paese siano almeno 200mila i cani addetti alla cerca del tartufo. Numeri importanti come quelli, d’altronde, registrati durante il secondo webinar organizzato mercoledì 5 maggio dalla comunità del tartufo, coordinata dall’Associazione nazionale Città del tartufo (Anct). Circa 2mila, infatti, sono stati i contatti avuti durante l’ora e mezza di diretta sulla pagina Facebook dell’Anct, in cui sono state affrontate le tematiche relative al cane da tartufo, al suo addestramento e al benessere animale.

A coordinare l’incontro online è stato il direttore dell’Anct Antonella Brancadoro. Dopo i saluti di Michele Boscagli, presidente dell’Anct, Fabio Cerretano, presidente della Federazione nazionale associazioni tartufai italiani, e di Isabella Gianicolo, del Centro nazionale studi tartufo di Alba, sono intervenuti Pier Paolo Mussa, docente di nutrizione animale all’Università di Torino e autore di ‘Allevamento e benessere del cane da tartufo’, Giancarlo Bressano, veterinario, vicepresidente dell’Unione associazioni trifulau piemontesi e membro del Consiglio del Centro nazionale studi tartufo di Alba, e Luigi Di Bacco, addestratore cinofilo e tartufaio di Sulmona (Aq).

Nel corso dell’evento, i relatori hanno anche risposto a decine di domande giunte in diretta dal pubblico, molte delle quali sulle tecniche di addestramento dell’animale e su quali siano le razze canine più adatte a una simile attività: in particolare il Lagotto romagnolo, il Setter, il Bracco ungherese, quello tedesco e quello italiano, il Cocker Spaniel inglese, il Pointer, lo Spinone, lo Springer ma anche meticci.

In chiusura dell’iniziativa, dal titolo ‘Il cane e il cavatore: un legame che profuma di tartufo’, è stato annunciato anche un terzo appuntamento, ancora da programmare, sul tema dell’habitat e dell’ecosistema del tartufo. Questa serie di appuntamenti culturali accompagna il periodo di attesa rispetto alla decisione del Comitato intergovernativo Unesco relativamente alla candidatura italiana ‘Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali’ per l’iscrizione nell’elenco dei beni immateriali dell’umanità.

Il corso sul cane da tartufo, così come il precedente dedicato all’analisi sensoriale del tartufo nero pregiato, rimangono visibili gratuitamente nel canale YouTube (e nella pagina Facebook (dell’Associazione nazionale Città del tartufo.