Il piano vaccinale del Generale Figliuolo: il tentativo "per salvare l'estate"

Mantenere la velocità di vaccinazione a 500 mila italiani al giorno
Roma

Il Piano vaccinale del generale Francesco Paolo Figliuolo sarà modificato nel tentativo di salvare l'estate degli italiani, ma anche nella scelta di riprendere l'immunizzazione degli insegnanti e del personale scolastico e in quella di spostare anche la seconda dose di Pfizer e Moderna da 28 a 42 giorni.

Una modifica che ha diverse motivazioni. Intanto per far ripartire la stagione turistica. La  decisione sulle isole minori, infatti, è stata presa d'intesa con il ministro del Turismo Massimo Garavaglia e con il premier Mario Draghi. In secondo luogo per mantenere la velocità di vaccinazione a 500 mila italiani al giorno. Questo significa fare anche delle eccezioni rispetto ai criteri di priorità. Purtroppo, infatti, per diversi motivi, molti over 70 e over 80 non si presentano all'appuntamento per fare la vaccinazione, spesso per diffidenza - vedi i casi in Campania e in Sicilia - o per ragioni di salute. Quindi si passa alle fasce di età inferiori oppure a diverse categorie.

Per quanto riguarda la seconda dose, estendere a 42 giorni l'intervallo con la prima anche per i vaccini Pfizer e Moderna significa velocizzare la campagna vaccinale in atto sfruttando al massimo gli stock di forniture come ha fatto la Gran Bretagna. Quindi assicurare una prima dose alla più larga platea possibile di cittadini. 

Proprio per mantenere questa velocità verso l'immunità di gregge, che comunque è ancora lontana, Figliuolo ha acconsentito alla riapertura della vaccinazione al personale scolastico e universitario chiesta in particolare dalla regione Emilia-Romagna.

 

NON SOLO ISOLE
«Il programma vaccinale per le isole minori», ha spiegato in serata il generale Figliuolo in una nota, «si concentrerà sulla vaccinazione di massa per ridurre il numero di viaggi necessari al trasferimento dei vaccini e degli assetti sanitari per la somministrazione». Saranno escluse le isole dove c’è un ospedale o «che sono agevolmente collegate con la terraferma, per le quali devono valere i criteri generali del piano nazionale». 
A sorpresa, nel piano delle vaccinazioni di massa, è stato deciso di inserite «alcune realtà isolate degli Appennini, delle Alpi o di altre aree interne», già individuate dal governo il 19 marzo scorso su segnalazione delle Regioni. La lista non è ancora nota in quanto l’intervento «al momento è solo un’eventualità».

«REALTÀ FRAGILI»
A fare il punto della situazione è Francesco Del Deo, sindaco di Forio d’Ischia e presidente di Ancim (Associazione nazionale Comuni isole minori): «In Campania stiamo quasi per chiudere. A Procida la vaccinazione di massa è stata conclusa, a Capri è quasi finita e a Ischia si sta procedendo. Ci sono però altre isole ancora ferme al 30% di vaccinati, mentre in alcune addirittura non si è neanche cominciato». Sulle polemiche sorte in merito alla vaccinazione delle isole minori, Del Deo spiega: «C’è chi ha detto che le isole volevano essere privilegiate, ma non è così. Abbiamo spiegato in tutti i modi che, una volta affrontato il discorso degli over 70 e dei fragili, bisogna stringere a tenaglia perché dal punto di vista sanitario le popolazioni delle isole minori sono “fragili”», non avendo presidi sanitari adeguati.

LA SPINTA PER IL TURISMO
La vaccinazione di massa è accolta da una grandinata di applausi degli operatori turistici: «Il messaggio che passa con le isole minori covid-free aiuterà i flussi turistici in entrata per quanto riguarda la prossima stagione estiva che per noi rimane una priorità perché se dovesse saltare o fallire, in gioco c’è la sopravvivenza di moltissime aziende e soprattutto di tanti occupati nell’intera filiera turistica», sostiene Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti. E il ministro del Turismo Garavaglia: «Le isole per definizione sono fragili perché hanno una piccola quota di popolazione che viene invasa da grandi numeri ed è anche una questione di mettere in sicurezza la popolazione. E dato che i numeri sulle isole minori sono bassi, alla fine in tutte le isole è quello che si vaccina in Lombardia in un giorno, quindi cosa ci vuole? Facciamolo e diamo il segnale al sistema turistico e al mondo che siamo pronti».

Batte sullo stesso tasto la ministra Gelmini che associa le vaccinazioni al “green pass”: «Il passaporto verde sarà una grande occasione per tutto il Paese e anche per le isole minori. Il turismo è la chiave per la ripartenza». Carfagna e Cingolani hanno invece evidenziato, durante il vertice, la grande «opportunità» rappresentata dal Piano di ripresa e resilienza (Pnrr), con l’accelerazione «della transizione ecologica attraverso la protezione degli ambienti naturali, l’installazione delle energie rinnovabili e la tutela delle risorse idriche».