Siccità, parte il Piano Nazionale Invasi ma l'Umbria è latitante

"Successo del Paese Italia nell’interesse generale"
Roma

Di Alberto Laganà - 250 milioni messi a disposizione delle regioni dal Governo per combattere il fenomeno della siccità e desertificazione tramite la costruzione di invasi che incrementi l'attuale misero 11% disponibile. La lunga mancanza di pioggia solo lo scorso anno ha fatto 2 miliardi di danni per gli operatori agricoli ed il conto quest'anno rischia di essere ancora più salato tanto che al nord si è già all'emergenza idrica. Ma mentre regioni vicine come la Toscana si sono mosse per tempo presentando 4 progetti che sono stati finanziati l'Umbria non è compresa nei 30 approvati recentementee che stanno a testimoniare la carenza progettuale della nostra Regione nonostante che i dipendenti non manchino, tutt'altro.

"La pubblicazione del decreto e della relativa graduatoria di interventi del Piano Straordinario Invasi dimostra come l’unità di intenti, pur fra più soggetti, porti a lavorare in sintonia nell’interesse del Paese con provvedimenti necessari per lo sviluppo del territorio, della sua economia e delle comunità, che lo abitano.

Siamo orgogliosi dell’importante risultato raggiunto e del ruolo riconosciutoci e lo deve essere anche il Paese tutto, un Piano che viene presentato a luglio 2017, che a febbraio 2018 è nel Bilancio della Stato e l’8 novembre viene licenziato dalla Conferenza Stato-Regioni, dopo un iter tra Ministero Politiche Agricole, Ministero Infrastrutture e Trasporti e Ministero Ambiente, dimostra anche la capacità di fare sistema nell’interesse generale della sicurezza ambientale per i cittadini, dell’occupazione e dell’economia delle sue imprese». È questo il commento di Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue), di fronte all’odierno atto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo.

“Nel tempo dei cambiamenti climatici e dell’eccessivo consumo del suolo –conclude Vincenzi– sono queste le risposte reali e concrete che la rete dei Consorzi di bonifica insieme a Istituzioni attente ed a scelte politiche coraggiose ed innovative che la comunità tutta si aspetta”.