Il premier Giuseppe Conte è ottimista: “La situazione è sotto controllo”

Il Presidente del Consiglio ha tenuto a Palazzo Chigi una conferenza stampa.
Roma

Il 3 giugno ha sancito la fine del lockdown, ed è anche il giorno in cui Giuseppe Conte ha spiegato al Paese le misure che intende mettere in campo per far ripartire l’economia.
Nella conferenza stampa il premier si dimostra ottimista. "La situazione è sotto controllo", esordisce Conte. "I dati sulla pandemia sono incoraggianti. Il trend è in costante diminuzione dalla Lombardia alla Sicilia. La strada è quella giusta". Coglie l'entusiamo dei cittadini. La socialità ritrovata dà allegria, ma questo è il momento della responsabilità. "Abbiamo scelto di modificare le nostre abitudini di vita per evitare la diffusione del virus e ci stiamo riuscendo. Ma il Covid non è sparito. Ci sono ancora dati, seppur in calo, che dimostrano come il male sia ancora in giro".

Afferma che ora dobbiamo concentrarci per promuovereil brand Italia nel mondo. "La bellezza dell'Italia è ancora in quarantena". Dobbiamo far fronte alla crisi economica. "Abbiamo stanziato ingenti cifre per poterci confrontare con l'emergenza. Bonus per autonomi e partite Iva, cassa integrazione. Ma ci sono delle pecche su cui stiamo lavorando. I ritardi e un apparato che non era pronto a un'emergenza come questa. Queste misure sono solo l'inizio: dobbiamo continuare a intervenire. Il turismo, la manifattura, lo spettacolo. Interi settori del commercio, le piccole aziende. Dobbiamo tornare con misure efficaci".

Parla di rinnovare l'Italia dalle fondamenta. Dovrà essere un nuovo inizio. Cita il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "Dobbiamo agire con la saggezza dei nostri padri e dei nostri nonni". L'Ue è dalla nostra parte, grazie anche al lavoro del governo. In due parole: Recovery fund. Ma si tratta di fondi che, comunque, non arriveranno presto. "Dobbiamo saper spendere questi soldi. E da qui passa la credibilità del sistema Italia. Dovremo modernizzare il Paese, incrementare la digitalizzazione, combattere l'evasione. Dobbiamo lavorare per sostenere le nostre imprese. Dobbiamo rilanciare gli investimenti pubblici e privati, snellendo la burocrazia. Serve una decisa transizione verso un'economia verde. Dobbiamo sostenere il diritto allo studio: più ricercatori, più studenti ben formati".

Poi la giustizia. Serve una riforma che riduce i tempi dei processi. Qualcosa che possa attrarre le imprese a venire a investire in Italia. "Bisogna riformare il fisco per pagare tutti e pagare meno". Bisogna contrastare le disuguagianze. "Insomma un programma ampio che dovrà guidarci nei prossimi mesi". Il premier intende convocare a Palazzo Chigi menti brillanti, parti sociali, rappresentanti delle categorie. Aprire un tavolo a cui il leader della task force, Vittorio Colao, ha lavorato. Serve una fase di rilancio. "Ma sono consapevole che è un progetto davvero utile: richiede coraggio, lungiumiranza, visione".

Infine conclude: "Oggi è partito il primo freccia rossa da Torino a Reggio Calabria. Segna l'unità del Paese. Ma c'è molto da fare. Dovremo lavorare all'alta velocità dove non esiste. Da Pescara a Lecce. Senza dimenticare il sud, la Sicilia".