Roma – Marino e Orfini “i due piccioni con una fava” di Renzi

Marino è uno specchietto, l'obbiettivo vero è il “commissario”che è caduto in una trappola dalla quale è difficile uscire
Roma

Di Ciuenlai - Scrivi Marino e leggi Orfini. Come andiamo dicendo da parecchie settimane, la vicenda romana aiuta il Pd renziano a ridefinire, a suo vantaggio, i rapporti interni al partito.

Orfini, era servito (Come Bassolino all'epoca della Bolognina) a trasportare il “potere bersaniano” , dopo la sconfitta di Cuperlo alle primarie, sotto le bandiere di Renzi. Tutti i ministri, gran parte dei parlamentari e, soprattutto, degli amministratori locali che avevano appoggiato l'area dell'ex segretario, avevano accettato di far parte della sua corrente, in una delle più veloci trasmigrazioni opportunistiche di massa della recente storia politica italiana.

Da ieri i titoli dei giornali parlano di una rivolta contro Orfini “il grande errore è stato lui”. E questo vuol dire che il “cerchio magico” del fiorentino, da oggi, passa all'assalto dei poteri locali, che sono il suo punto debole nel controllo assolutistico del Pd. Marino, detto 48 morto che parla, è ormai una scusa. L'amo è stato gettato, mesi fa, quando Orfini è stato ingolosito con l'incarico di commissario romano, dandogli carta bianca e caricandolo di tutte le responsabilità sulla capitale. Poi metti in giro due scontrini, lo costringi a rinnegare l'appoggio al sindaco e lo attacchi con le stesse critiche fatte a Marino : “sei un incapace, vattene”.

Adesso sarà anche e innanzitutto lui a pagare. Così da primavera in poi candidati e liste le faranno al Nazareno. E i morti che parlano aumenteranno e avranno la forma di quella nomenclatura Ds che aveva provato a “saltare il fosso” come se nulla fosse. In una specie di “suicidio di massa” di una presunta classe dirigente incapace di fare la più semplice delle analisi politiche.

La scalata al Pd della cordata che ha appoggiato e finanziato Renzi, ha cambiato radicalmente la “mission” dell'ex partito della sinistra, nel quale non c'è più posto per chi viene da quella storia. Dopo l'emarginazione della minoranza, l'attacco ad Orfini rappresenta una specie di “soluzione finale”. Verso dove? Ma verso il “Partito della Nazione”; quel contenitore “neutro, con scappellamento a destra”, che cancellerà definitivamente la storia del Pci e del socialismo italiano. E a tutti coloro che lucravano all'ombra delle vecchie bandiere rosse non resterà che cantare “ma noi non ci saremo, noi non ci saremo”.