Coronavirus: verso la sospensione dei tributi locali fino a novembre

E anticipazione di liquidità dalla Cassa depositi e prestiti a tutti gli enti locali, con lo Stato a ricoprire il ruolo di garante.
Roma

Sospensione dei tributi locali fino al 30 novembre e anticipazione di liquidità dalla Cassa depositi e prestiti a tutti gli enti locali che decideranno di imboccare questa strada, con lo Stato a ricoprire il ruolo di garante.
Sono questi i due provvedimenti più importanti sul tavolo del Governo per aiutare economicamente le amministrazioni del territorio a fronteggiare gli effetti negativi provocati dall'epidemia di nuovo coronavirus.

Come aveva anticipato Il Sole 24 Ore, l'architettura delle bozze inerenti al capitolo enti locali che troverà spazio nel decreto di aprile, dovrebbe assumere le sembianze citate. Certo, in attesa dell'ufficialità potrebbero esserci modifiche e cambiamenti, ma intanto filtrano le prime disposizioni. In ogni caso l'obiettivo è uno: estendere al fisco locale la sospensione già avviata per le tasse erariali.

Per quanto riguarda lo stop degli enti, potrà essere definito in giunta senza l'obbligo di passare in consiglio. Non si tratta di un blocco generalizzato visto che la decisione sarà dei Comuni e degli altri enti territoriali, sia per una motivazione di autonomia tributaria che per una ragione di conti. Le cifre non sono affatto irrisorie: pariamo di 10 miliardi dell'Imu di giugno, circa 5 miliardi delle tariffe rifiuti e altri 2 miliardi per l'occupazione del suolo pubblico e l'imposta di pubblicità.

Lo stop ai tributi locali

La sensazione è che moltissimi amministratori locali sceglieranno la via dello stop fiscale. In un certo senso qualcosa del genere si è già verificato, dal momento che molti Comuni italiano hanno smesso di lavorare complice l'emergenza sanitaria derivante dal nuovo coronavirus (c'è ad esempio chi ha sospeso la preparazione delle cartelle Tari).

Al di là della singola scelta, lo stop ai tributi dovrà essere accompagnato da un sostegno finanziario alle casse locali. Due sono le modalità di accompagnamento. La prima: un fondo per il sostegno agli enti locali fino a 3 miliardi, che dovrebbe (e potrebbe) trovare spazio nel decreto. La seconda: la Cassa deposito e prestiti.

In poche parole gli enti riceverebbero i soldi da un ampliamento delle anticipazioni di liquidità, con lo Stato nel ruolo di garante “di ultima istanza”, così da facilitare il pagamento ai fornitori. La sospensione sarà decisa dalla giunta. Ricordiamo che la stessa giunta, in casi di emergenza, può fermare i pagamenti, come spiega nel dettaglio una sentenza del consiglio di Stato (per la precisione la 4435/2018).