Coronavirus, il ministro Giuseppe Provenzano: «Il reddito di cittadinanza va esteso»

Per il responsabile del dicastero per il Sud: “È a rischio la tenuta democratica”
Roma

"Ho paura che le preoccupazioni che stanno attraversando larghe fasce della popolazione per la salute, il reddito, il futuro con il perdurare della crisi si trasformino in rabbia e odio. Ci sono aree sociali e territoriali fragili ed esposte a qualsiasi avventura. Il bilancio pubblico si deve prendere cura dell'intero tessuto sociale. E lo deve fare adesso".
L'allarme lo lancia il ministro per il Sud Peppe Provenzano in un'intervista a . "Con il Cura Italia - spiega - abbiamo fatto molto, in pochi giorni la manovra di un anno. Ma ora dobbiamo mettere i soldi nelle tasche degli italiani a cui fin qui non siamo arrivati. Questa è la priorità del decreto di aprile. Così come va assicurata liquidità al sistema delle imprese per tenerlo in vita, bisogna tenere in vita la società. Liquidità anche per le famiglie, per chi ha perso il lavoro e non ha tutele".
E ancora: "In gioco c'è l'ossatura della democrazia. La polveriera sociale rimanda a una grande questione democratica. Viviamo giorni in cui per stato di necessità molte libertà sono compresse. Per ritrovarle dopo, dobbiamo affrontare le disuguaglianze anche nel momento dell'emergenza. Siamo entrati in questa crisi essendo già il Paese più diseguale d'Europa".

Sul reddito di cittadinanza, Provenzano aggiunge: "Volevamo migliorarlo già prima del coronavirus, adesso diventa indispensabile. Rivedendo i vincoli patrimoniali, chi ha una casa familiare o dei risparmi in banca che non vuole intaccare oggi non può accedervi. Rafforzando il sostegno alle famiglie numerose. Rendendolo compatibile con il lavoro, per integrare il reddito se necessario. All'economia di sopravvivenza che non è solo al Sud, ma coinvolge anche autonomi, partite Iva proletarizzate, piccoli professionisti, occorre offrire una garanzia nella legalità".
 

Le modifiche al reddito di cittadinanza

“Siamo entrati in questa crisi essendo già il Paese più diseguale d’Europa”, ha proseguito il ministro che sulla possibile estensione del reddito di cittadinanza, chiarisce: "Volevamo migliorarlo già prima del coronavirus, adesso diventa indispensabile. Rivedendo i vincoli patrimoniali, chi ha una casa familiare o dei risparmi in banca che non vuole intaccare oggi non può accedervi. Rafforzando il sostegno alle famiglie numerose. Rendendolo compatibile con il lavoro, per integrare il reddito se necessario all'economia di sopravvivenza, che non è solo al Sud, ma coinvolge anche autonomi, partite Iva proletarizzate, piccoli professionisti, occorre offrire una garanzia nella legalità”, ha aggiunto Provenzano. "Per chi ha perso il lavoro deve essere una cifra equa rispetto alla cassa integrazione: 1000-1100 euro al mese. In tutti gli altri casi deve essere un compenso che garantisca la dignità. Bisogna creare lavoro buono con gli investimenti. Ma in attesa che questo avvenga la società va accompagnata. Nell'emergenza, servono misure universali e immediate di sostegno. Parlo di misure per l'emergenza - aggiunge il ministro -, ma serve anche una riforma fiscale: chi ha di più deve dare di più. Patrimoniale? Sono tante le formule".