Giovedì 14 maggio giornata universale di preghiera, digiuno e carità

Papa Francesco chiama a raccolta popoli e religioni di tutto il pianeta
Religione

di Bruno Di Pilla - Non conosce tregua, l’attivismo di Papa Francesco. Dopo la celebrazione della giornata della Terra, giovedì 14 maggio Bergoglio esorterà popoli, capi e seguaci di ogni religione, nei 5 continenti, ad invocare la misericordia dell’Onnipotente Dio dell’universo, affinché cessi la pandemia. Mentre scienziati e ricercatori lavorano giorno e notte per trovare un vaccino, l’umanità in pericolo si rende conto delle lacerazioni inferte al pianeta e rivolgerà suppliche al Creatore, al di là di ogni particolarismo e differenza teologica.

Anche i non credenti di buona volontà chiederanno a gran voce che si riscoprano i supremi valori di fratellanza, eguaglianza e solidarietà tra gli inquilini della casa comune. Anèlito innato e scolpito nel cuore dell’uomo, l’ecumenismo. Ufficialmente sancìti dal Concilio Vaticano II, i principi del rispetto e della valorizzazione di ogni persona e convinzione spirituale hanno spalancato le porte, dopo secoli di odio e feroci guerre tra popoli e gruppi etnico-religiosi, alla tolleranza invano auspicata, quattro secoli fa, dai circoli rinascimentali di Erasmo da Rotterdam, i cui insegnamenti sarebbero stati ripresi e rilanciati su larga scala dai filosofi illuministi.

In questi tempi, sconvolti dal morbo invisibile, encomiabili sono le convergenze fra credenti, atei ed agnostici, tra cristiani delle varie confessioni, ebrei, islamici, buddhisti, confuciani, induisti, taoisti, scintoisti giapponesi, animisti africani. Papa Francesco, spirito profondamente incline al dialogo, spronerà i discendenti di Abramo a non più oltraggiare Madre Terra ed a riporre ogni fiducia nell’Altissimo, il cui Decalogo è d’altronde impresso nel cuore di ogni creatura. L’auspicio è che un corale “Halleluiah” (dall’ebraico Hallelu, lodate e Iah, abbreviazione del sacro nome di Dio) risuoni con gioia in ogni angolo del pianeta. E non solo il 14 maggio, giornata di digiuno, preghiera e carità verso il prossimo sofferente.