Regionali, Caponi: «La sinistra, ammesso che sia rappresentata, non conterà niente»

Leonardo Caponi risponde a Claudio Carnieri sul suo profilo Facebook
Regionali

Leonardo Caponi commenta la tesi di Claudio Carnieri
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Questo il testo intergrale tratto dal profilo Facebook di Leonardo Caponi:
    
L'intervento, il secondo credo, di Claudio Carnieri sulle prossime lelezioni in Umbria va letto con l'interesse e il rispetto che si deve ad una delle personalità politiche più colte e stimabili del Pci e della sinistra umbra. Non ha certo i toni fanatici degli appelli patriottici e iconoclasti di chi, nel centro sinistra, pensa di vincere le elezioni solo attraverso la demonizzazione dell'avversario.
Io, Claudio, voterò per Rossano Rubicondi, Partito Comunista.
  Sono è sarò quindi catalogato, nella solita ricattatoria logica del voto utile, come uno che aiuta la eventuale (e probabile) vittoria della Lega. Ho scritto più e più volte i ragionamenti politici, che non intendo ripetere, che mi portano a questa scelta la quale può essere giuidicata sbagliata, ma non insultata o derisa.
  Vorrei chiosare e, caro Claudio, in verità contestare due punti del tuo ragionamento.
  Tu dici che bisogna fare la battaglia perchè, con la vittoria della destra, andrà dispersa l'identità dell'Umbria. Io credo che questa identità non esiste già più. Non si spiegano altrimenti le sconfitte della sinistra in tanti comuni umbri, a cominciare dai maggiori. Essa è stata dispersa, negli ultimi venti anni, dalla "sinistra" che ha governato, cioè dal Pd.
Tu fai principalmente, come è giusto, riferimento all'esperienza mirabile dell'Umbria del grande balzo, dell'ultimo trentennio del secolo scorso. Quei tempi sono stati dimenticati, abbandonati da una politica economica e anche sociale liberista e mercantile, da una drammatica caduta, si diceva una volta, del costume, dell'onestà e della trasparenza e dall'insorgere di sistemi di poteri chiusi, arroganti e respingenti. Io non mi sento di difendere niente di questa deriva.
  Tu stesso affermi che, come dire?, passata la nottata, l'Umbria avrà bisogno di una grande svolta.
  Questa svolta non ci sarà. La sinistra, ammesso che sia rappresentata, non conterà niente.
  Il Pd, come il PDS e i DS che l'hanno preceduto (questo posso dirtelo per esperienza diretta avendo sostenuto, a Roma e Perugia, vari governi di centro sinistra) è cedevole a destra (oggi addirittura si fa sottomettere dai cinque stelle, che a mio giudizio, sono un partito di destra) e sordo e prepotente con la sinistra.
  Se svolta ci sarà, sarà ancora più a destra verso un liberismo mercantile senza anima, che finirà con l'opera di demolizione del tradizionale umanesimo umbro, fondato, come sarà, sulla follia di escludere i partiti e dare la Regione (cioè una istituziona legislativa) in mano a una tecnocrazia che, se resterà davvero autonoma, non farà certo scelte di sinistra o, forse peggio, verrà a compromesso col vecchio e col nuovo (5S) sistema di potere.
Io credo che una sinistra, aperta e plurale, vada ricostruita a cominciare dal sociale, anche fuori delle istituzioni dove tanto non c'è più, con un'opera di lunga lena, svincolata dall'incubo opprimente dell'elettoralismo. Si può fare.
    Leonardo Caponi